Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La replica rende oltre il 6%

Il barometro degli umori del mercato torna a segnare tempo incerto per i titoli del debito pubblico italiano. Ma nel clima di generale inquietudine, riacutizzato dall’aggravarsi della crisi della Grecia e dai problemi di stabilità delle banche iberiche, il Btp Italia — il titolo di durata quadriennale con rendimento agganciato al tasso di inflazione di casa nostra — potrebbe essere un porto stabile e sicuro. Per questo il Tesoro italiano riaprirà oggi (fino al 7 giugno) l’emissione di Btp Italia già lanciata il 26 marzo scorso, che aveva avuto un notevole successo, con una raccolta di oltre 7,2 miliardi di euro.
Venerdì scorso è stato reso noto il rendimento minimo dell’emissione, che sarà pari al 3,55%, valore al quale andrà ad aggiungersi il tasso di inflazione italiano depurato dell’aumento del prezzo del tabacco, pari a circa il 3,2%. Questo significa che il Btp Italia renderà almeno il 6,75%. Ma è molto probabile che il rendimento finale, che verrà stabilito appunto il 7 giugno prossimo, possa essere superiore di qualche decimale in base all’andamento delle sottoscrizioni e alle condizioni generali del mercato.
Confronti
Uno degli elementi di maggior interesse del Btp Italia è dato dalla stabilità delle sue quotazioni. Infatti a fronte di una limatura di prezzo del 2,9% dal 26 marzo ad oggi, la corrispondente emissione a quattro anni del Btp «tradizionale» rimborsabile il primo di agosto 2016 ha perduto oltre il 5,6%. Uno scivolone di circa il 10% ha invece colpito le quotazioni dell’intera famiglia dei Btp inflation linked collegati al tasso di inflazione europea (vedi tabella).
«La forza del Btp Italia si spiega con l’elevata presenza degli investitori privati, tendenzialmente cassettisti, che hanno puntato fin dall’inizio su questo strumento, attratti da una remunerazione particolarmente generosa», spiega Daniele Guidi, responsabile delle gestioni a reddito fisso di Bnp Paribas Im.
I gestori tuttavia sottolineano anche l’importanza di altri aspetti tecnici, soprattutto nel confronto con i Btp inflation linked tradizionali, il cui rendimento è agganciato al tasso di inflazione europea, inferiore di circa un punto rispetto a quella italiana. «Questi titoli ricadono nel mirino degli acquisti degli investitori istituzionali esteri, soprattutto fondi pensione. Ma l’implacabile serie di bocciature con cui le agenzie di rating hanno colpito il giudizio di affidabilità dell’Italia ha messo in fuga questa categoria», sottolinea Guidi.
Il Btp Italia, per contro — ricordiamolo — premia i risparmiatori che sottoscrivono il titolo durante il collocamento con un premio di rendimento aggiuntivo del 4 per mille (1 per mille all’anno), che viene riconosciuto al momento del rimborso se il titolo viene conservato fino alla scadenza. Anche i livelli commissionali sono molto convenienti. Nessuna commissione di sottoscrizione è dovuta e l’ordine di acquisto (per lotti di mille euro e multipli) può essere inoltrato allo sportello delle banche o via Internet.
Ma al di là della novità di questa riapertura delle sottoscrizioni del Btp Italia, quale sarà lo scenario prevalente sul mercato del reddito fisso nei prossimi mesi?
«La volatilità resterà molto elevata — risponde Angelo Drusiani, specialista del mercato obbligazionario di Banca Albertini Syz —. «Tuttavia sebbene si debba mettere in conto una fase di continue turbolenze almeno fino al chiarimento della crisi greca, non penso che i livelli di incertezza sui Btp italiani torneranno ad essere così accentuati come nel novembre dello scorso anno, quando venne alla luce il governo Monti», aggiunge.
Diversificazione
Tuttavia, nonostante questa visione cautamente ottimistica il gestore suggerisce di diversificare molto un portafoglio obbligazionario e di detenere una quota non superiore al 15-20% del totale in titoli di Stato italiani. Diversificazione che presenta un costo elevato, se si considera che il Bund decennale tedesco è arrivato venerdì scorso a un minimo di rendimento dell’1,24%, contro il 6,9% del Btp italiano. «Per questo per stabilizzare le quotazioni e aumentare i rendimenti di portafoglio conviene puntare sul Btp Italia, che potrebbe rappresentare almeno il 15% del totale delle emissioni a reddito fisso in un portafoglio ben diversificato», conclude.
In generale la preferenza dei gestori va verso le emissioni con scadenza breve o intermedia. Il Btp a cinque è considerato molto competitivo perché con il suo rendimento del 5,41% rende appena cinquanta centesimi in meno rispetto all’emissione decennale. Tuttavia c’è chi consiglia di investire su scadenze ancora più brevi. «Per ora conviene rimanere su emissioni con scadenza a due, massimo tre anni. Solo se la crisi maturerà in maniere positiva conviene avventurarsi su titoli di durata superiore», sottolinea Guidi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa