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Con la relazione sulla gestione dati completi sulla società

Anche se i bilanci costituiscono l’ossatura dell’informativa finanziaria, i legislatori nazionali prevedono sempre più modelli d’informazione ampi che informano gli stakeholder su temi non finanziari come utilizzo delle risorse, attenzione all’ambiente e al personale, comportamento deontologico, modello di business e orientamenti strategici.
La relazione sulla gestione allegata al bilancio delle imprese che lo redigono in forma completa – in base alle disposizioni del Codice civile o in conformità ai principi contabili internazionali Ias/Ifrs – contiene tali informazioni.
Il documento Confindustria-Cndcec analizza le disposizioni contenute nell’articolo 2428 del Codice civile, che detta il contenuto della relazione sulla gestione, evidenziando tuttavia che l’approccio del legislatore è lasciare al redattore la scelta di individuare le modalità con le quali raggiungere gli obiettivi di comunicazione.
La relazione può essere sviluppata in due sezioni: la prima, generale, contestualizza l’attività dell’impresa nell’ambiente di riferimento anche in ottica di evoluzione futura; la seconda riporta le informazioni più specifiche relative a governance, strategie (anche future), fatti di rilievo che caratterizzano la gestione, risultati della gestione dell’impresa.
Con riferimento agli indicatori finanziari (articolo 2428, comma 2), l’informativa dovrebbe riferirsi almeno a due/tre esercizi raffrontabili tra loro, integrati da una nota esplicativa per chiarire le modalità di calcolo adottate. In allegato al documento sono esemplificati alcuni indicatori tra cui le singole imprese possono scegliere.
Questo anche in una visione programmatica: per esempio, una società che ha chiuso il bilancio con un risultato positivo, ma che ha perso una quota rilevante di mercato senza riuscire a sostituirlo, non può limitarsi a commentare Roe e Roi ma fornisce ulteriori indicatori quali, per esempio, fatturato per cliente, fatturato perso, ecc.
La descrizione dei principali rischi e incertezze (articolo 2428, comma 1), costituita da un’illustrazione in forma discorsiva, riguarda i rischi specifici dell’impresa, diversi da quelli che riguardano tutte le società: dopo l’eliminazione dei conti d’ordine, la nota integrativa contiene un’informativa statica dei rischi rispetto a quella contenuta nella relazione sulla gestione, che è più dinamica, manageriale e strategica, con impatto anche sull’attività aziendale futura. Con riferimento ai rischi finanziari, si tratta dei rischi di mercato (tassi, cambi, prezzi), di credito e di liquidità.
Le informazioni attinenti all’ambiente e al personale (articolo 2428 comma 2) consentono agli amministratori un certo grado di discrezionalità. Con riferimento alla “rilevanza”, questa può essere diversa rispetto alla “rilevanza” contabile: tuttavia, le informazioni attinenti all’ambiente e al personale andrebbero fornite indipendentemente dalla rilevanza degli effetti economici prodotti sulla gestione in quanto di carattere “sociale”.
Per le informazioni sull’attività di R&S (articolo 2428, comma 3, n. 1) si deve fare riferimento anche al principio contabile Oic 24 “Immobilizzazioni immateriali”, tenendo conto non solo dei costi capitalizzati ma anche di quelli imputati nel conto economico.
L’illustrazione dei rapporti con imprese del gruppo (articolo 2428, comma 3, n. 2), che comprende eventuali rinvii a quanto già illustrato nella nota integrativa, deve tenere conto anche della correlazione con l’articolo 2497-bis relativo all’informativa sui rapporti del soggetto che esercita attività di direzione e coordinamento.
Infine, il documento rammenta le informazioni relative alle azioni proprie e alla prevedibile evoluzione sulla gestione, queste ultime anche in riferimento al problema della continuità aziendale (principio contabile Oic 11).

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