Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La recessione in Italia peggiora corretti al ribasso i dati sul Pil

Si fa sempre più pesante la recessione: i dati dell’Istat ieri hanno certificato che il Pil si sta contraendo ad un ritmo del 2,4 per cento, tanto è il risultato del primo trimestre di quest’anno rispetto ad un anno prima. Nessun sollievo dai dati più recenti, congiunturali: i tre mesi gennaio-marzo hanno segnato un meno 0,6 nei confronti dell’ultimo trimestre del 2012. Entrambe le cifre sono peggiori delle prime stime e così per quest’anno è già acquisita, secondo l’Istat, una riduzione del Pil dell’1,6 per cento (il governo stima -1,3 e l’Fmi già -1,5). Inoltre, da venti mesi, la produzione industriale è sotto zero: ad aprile ha fatto segnare quota -4,6 per cento rispetto ad un anno prima.

Per far fronte alla difficile situazione del Paese si tiene oggi un vertice di maggioranza, cui parteciperanno il premier Letta, il vicepremier Alfano, il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Franceschini e i capigruppo delle forze che sostengono il governo: si tenterà di tracciare una linea d’azione e di stabilire le priorità. I temi sul tappeto sono noti: l’ingorgo fiscale con la riforma dell’Imu e il congelamento dell’aumento dell’Iva, la questione lavoro e giovani, quella del cuneo fiscale e le misure di liberalizzazione che potrebbero arrivare dal prossimo Consiglio dei ministri. E’ la questione-lavoro che figurerà in evidenza nel vertice di Palazzo Chigi: sul piatto, per ora, i 4-5 miliardi in tre anni dei fondi europei che l’Italiavuole reindirizzare verso politiche per l’occupazione e l’idea di rilanciare un credito d’imposta per chi assume giovani disoccupati. Su questo timing è giunto ieri l’appoggio del segretario del Pd Epifani: «Imu e Iva? Le priorità sono giovani e lavoro», ha dichiarato.
Il tema delle tasse resta tuttavia sensibile per il pressing del Pdl portatore di una posizione radicale sull’Imu (eliminazione completa prima casa per 4 miliardi) mentre il Pd vuole salvaguardare solo le fasce sociali più basse con un raddoppio delladetrazione a 400 euro e lo stesso ministro dell’Economia Saccomani è schierato per una «rimodulazione». Più complesso il quadro del-l’Iva: il premier Letta è intenzionato a fare tutto il possibile per scongiurare l’aumento (costo 2 miliardi, cioè per metà anno): ieri il neo responsabile dell’economia del Pd, Colaninno, ha annunciato che evitare l’aumento sarà «una grande battaglia» del suo partito. Resta da vedere quale sarà la posizione del ministro dell’Economia assai prudente sulla questione per motivi di cassa: tra i tecnici si sostiene inoltre che un aumento del Pil nominale dovuto al rincaro del-l’Iva potrebbe ridurre il rapporto con il debito.
L’attenzione naturalmente si sposta sulle risorse. Ieri il ministro per le Infrastrutture Lupi ha proposto a Bruxelles di scomputare dal calcolo del deficit il costo degli investimenti per infrastrutture nei trasporti: i margini potrebbero essere dello 0,15-0,20 del Pil. «Abbiamo un problema di copertura finanziaria», ha detto ieri il ministro del Lavoro Giovannini che ha anche escluso una manovra a metà anno.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Nonostante la pandemia tante aziende hanno deciso o subìto il lancio di un’Opa che le porterà a ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Peugeot-Citroën ha annunciato di aver parzialmente rimarginato le ferite della prima parte dell’a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Meno macchine, meno motori termici, e un ritorno al futuro nei modelli. Ecco la ricetta del nuovo am...

Oggi sulla stampa