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La quota di accantonamento si basa sul valore «fiscale»

La circolare ha ricordato che per il calcolo dello 0,5% (tetto annuale) e del 5% (tetto complessivo del fondo) occorre riferirsi al valore dei crediti esistenti al 31 dicembre senza considerare eventuali svalutazioni meramente civilistiche, ma considerando invece le perdite su crediti dedotte. Interpretando questo passaggio si ritiene che per valutare il rispetto di tali limiti debba essere assunto il valore finale (fiscale) dei crediti depurato delle perdite ma anche delle svalutazioni interamente dedotte.
Se, ad esempio, il valore dei crediti al 1° gennaio 2013 era pari a 100.000 euro e nel corso del 2013 si sono rilevate perdite su crediti (voce B 14 del conto economico con stralcio del credito dall’attivo patrimoniale) per 10.000 euro e svalutazioni di mini crediti (voce B 10.D del conto economico con accensione del fondo svalutazione crediti) per 2.000 euro, il dato di computo finale per il calcolo dello 0,5% sarà 88.000 euro. Per contro, sempre partendo dal dato iniziale di crediti pari a 100.000 euro, se nel 2013 fosse stata eseguita una svalutazione civilistica di 50.000 euro con ammontare civilistico dei crediti pari a 50.000 euro, il dato di computo dello 0,5% sarà sempre 100.000 euro.
Perdite a conto economico
Particolare attenzione dovrà essere posta al rigo RS 65 che accoglie nella colonna 1 l’ammontare delle perdite imputate a conto economico (voce B 14) e in colonna 2 quelle deducibili fiscalmente in modo integrale ex articolo 101, comma 5 del Tuir.
Se seguissimo in modo letterale le istruzioni, in colonna 1 dovremmo indicare solo le perdite su crediti vere e proprie (quindi voce B 14), ma il dato non sarebbe coerente con la colonna 2 dove invece si dovranno indicare anche le svalutazioni integralmente deducibili (minicrediti e debitori in procedura concorsuale). Delle due l’una: o si inseriscono nella colonna 1 anche le svalutazioni, oppure non si indicano ma ricordandosi di inserirle in colonna 2. Inoltre nella colonna 2 vanno indicate anche le perdite su crediti che si rendono deducibili nel 2013 ma per le quali è già stato imputato il dato a conto economico in anni precedenti.
Svalutazioni precedenti
Quest’ultimo è il caso della svalutazioni eseguite in anni precedenti, mentre il debitore è fallito nel 2013. La deducibilità avverrà tramite una variazione diminutiva nel quadro RF, ma occorre segnalare il dato in RS 65 colonna 2, per verificare l’eccedenza rispetto a eventuali fondi svalutazione forfettari dedotti nel passato. Il successivo rigo RS 67 accoglie le svalutazioni deducibili forfettariamente ex articolo 106 del Tuir. Anche in questo caso sono presenti due colonne cioè il dato civilistico (colonna 1) e quello fiscale (colonna 2).
Occorre fare attenzione a non inserire in colonna 1 tutte le svalutazioni civilistiche, poiché alcune sono integralmente deducibili e non devono concorre alla formazione del plafond dello 0,5% del valore dei crediti. In questo caso, forzando le istruzioni, si nettizzerà il dato di colonna 1 della svalutazione integralmente deducibili, inserendo solo quelle forfettariamente deducibili. Solo in questo modo si evita di vedere il blocco nella deduzione di svalutazioni (ad esempio un minicredito) che verrebbero comunque nel tetto dello 0,5% del valore dei crediti a fine a fine esercizio.

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