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La prudenza di Yellen: tassi su ma poco. E i mercati corrono

Nei prossimi due anni l’economia americana continuerà a crescere «con un ritmo moderato», il mercato del lavoro si rafforzerà e il tasso di inflazione arriverà all’obiettivo del 2%. Janet Yellen, presenta un quadro più solido, ma certamente molto lontano dalle rombanti prospettive annunciate da Donald Trump. Ieri la presidente della Federal Reserve ha illustrato il «Rapporto semestrale di politica monetaria» davanti alla Commissione Servizi Finanziari della Camera e oggi è attesa al Senato. Yellen, rispondendo ai parlamentari, non ha mai citato Trump. Ma ha mandato qualche chiaro segnale anche alla Casa Bianca.

Nel primo semestre la Fed ha aumentato due volte il tasso di interesse, portandolo all’1- 1,25%. Un altro leggero rialzo, sempre dello 0,25%, è già programmato per l’autunno. Nelle prossime settimane, ha annunciato Yellen, la Banca centrale comincerà lo smaltimento dei 4.500 miliardi di dollari in titoli acquistati per immettere liquidità nel sistema: «Avremo un portafoglio composto soprattutto da titoli di Stato».

Ma si procederà con cautela. La stretta sarà blanda, tanto che la presidente della Fed ha osservato che, nella sostanza, «la politica monetaria resta accomodante». Le Borse mondiali hanno subito risposto a questa promessa con un balzo. Wall Street è tornata a livelli record; Piazza Affari, tra le migliori, ha chiuso con +1,5%. Il dollaro si è rafforzato rispetto alle principali valute.

La numero uno della Federal Reserve guarda con tranquillità alla dinamica dei dati fondamentali: «Da gennaio i posti di lavoro sono cresciuti con una media di 180 mila al mese e il tasso di disoccupazione è sceso di un quarto di punto, fino ad arrivare al 4,4% in giugno». L’inflazione viaggia sull’1,4%, verso l’obiettivo fissato al 2%.

Ma il punto centrale resta la crescita, per il momento inchiodata su un modesto 1- 1,25%. Yellen prevede «un rimbalzo» nel secondo trimestre e un consolidamento in prospettiva. A Trump non basta: vuole almeno il più 3% di Pil. A settembre arriveranno le proposte sul taglio delle tasse e, pare, il piano per le infrastrutture. Tutto finanziato a debito, almeno nel breve periodo. Yellen ha usato parole affilate: «La tendenza al rialzo del debito porterà a una situazione insostenibile». Ma il suo mandato scade il 3 febbraio 2018: non è chiaro se Trump la confermerà.

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