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La «provenienza» fissa l’aliquota

L’aumento dell’aliquota Iva ordinaria al 22%, intervenuta dal 1° ottobre, ripropone il tema del disallineamento che esiste tra le regole che disciplinano il momento impositivo per le prestazioni di servizio generiche interne rispetto alle stesse prestazioni ricevute da operatori comunitari o extracomunitari. Tale disallineamento deve essere adeguatamente considerato dai contribuenti per evitare di applicare in modo errato la relativa aliquota Iva. Non a caso Assonime con la circolare n. 30 del 1° ottobre 2013 tra le varie questioni che affronta si preoccupa di puntualizzare con attenzione la regolamentazione delle specifiche fattispecie. Il tema che sul piano operativo pone ancora oggi non pochi problemi è stato affrontato nuovamente anche dall’agenzia delle Entrate con la circolare 16/E/2013.
Per la determinazione dell’aliquota da applicare è necessario, infatti, che l’operatore determini con puntualità in relazione alla singola transazione quando la stessa si considera, ai fini dell’imposta, effettuata. Nel caso di prestazioni di servizio generiche interne rese a titolo oneroso (vale a dire per le prestazioni rese da operatore nazionale verso altro operatore nazionale), l’articolo 6, commi 2 e 3, del Dpr 633/72 specifica che si considerano effettuate all’atto del pagamento del corrispettivo ovvero se anteriormente al verificarsi del pagamento l’operazione viene fatturata la stessa si considera effettuata nei limiti della fatturazione. La regola fissata dall’articolo 6 non considera in alcun modo se la prestazione stessa è stata o meno ultimata. Questo elemento nel caso di prestazione generica interna è del tutto irrilevante. Pertanto, se consideriamo una prestazione di consulenza che sarà effettuata nel corso del mese di ottobre da un professionista nazionale nei confronti di un’impresa nazionale, per la quale il professionista è stato pagato in anticipo nel mese di settembre ovvero, a prescindere dal pagamento, per la quale lo stesso emette fattura nel corso del mese di settembre, la prestazione si considera effettuata nel mese di settembre e l’aliquota applicabile è del 21 per cento. Al contrario, se la stessa prestazione fosse stata ultimata nel mese di settembre, ma fosse pagata nel successivo mese di ottobre l’aliquota da applicarsi sarebbe del 22 per cento.
Al contrario, nel caso di prestazione generica che viene resa da fornitore non residente (comunitario o extracomunitario) nei confronti di un operatore nazionale, la stessa si considera effettuata nel momento in cui è stata ultimata. Se anteriormente al verificarsi di questi eventi la prestazione viene pagata, la stessa si considera effettuata nei limiti del pagamento. Come si evince dalla regola, in questo caso, l’ultimazione della prestazione è considerata l’elemento principale da valutare per verificare se la prestazione si considera effettuata in alternativa, se precedente, si considera il pagamento. Al contrario, la fatturazione dell’operazione è del tutto irrilevante.
Pertanto, se un fornitore non residente termina la prestazione nei confronti di un operatore nazionale nel mese di settembre e provvede a fatturare l’operazione nel mese di ottobre l’operatore nazionale deve integrare ovvero autofatturare l’operazione calcolando l’imposta al 21 per cento. Al contrario, se la prestazione viene ultimata nel corso del mese di ottobre, ma viene fatturata nel mese di settembre, l’integrazione della fattura ovvero l’autofatturazione deve avvenire al 22 per cento. Questa regola, che sul piano operativo pone non pochi problemi, è stata analizzata dall’agenzia delle Entrate con la circolare 16/E/2013 che ha sottolineato che, in via generale la fattura è indice dell’ultimazione della prestazione. Questa affermazione, però, non è del tutto tranquillizzante perché impone, comunque, all’operatore una valutazione concreta e puntuale per verificare se la prestazione è stata effettivamente ultimata.
Come si comprende, il tema già di per sé di complessa soluzione diventa fondamentale adesso che dal momento impositivo deriva anche l’applicazione di un’aliquota differenziata.

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