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La proposta di Savona “Bond perpetui con garanzie di Stato”

MILANO — Bond perpetui, garanzie di Stato a ricapitalizzare le imprese e un nuovo Testo unico dei mercati. Il secondo “Discorso al mercato” di Paolo Savona, presidente della Consob dal 2018, ha gravità e temi che echeggiano scenari bellici: e da guerra sono le stime del Pil italiano 2020, che il coronavirus taglierà del 10% circa.
L’economista sardo ha vantato la «solidità e resilienza del risparmio degli italiani», come visto nell’ultimo rimbalzo in Borsa e al di là «di una distorta pubblicistica ». «Gli italiani sono tutt’altro che cicale, sono formiche che lavorano per sostenere molte cicale estere». Ma i flussi devono andare più verso chi produce: e per farlo si potrebbe «agevolare la formazione di capitale di rischio in sostituzione dell’indebitamento», attribuendogli una garanzia statale, «entro limiti e condizioni, in tempi brevi e forme chiare e semplici, evitando un ritorno non meditato dello Stato nelle imprese e consentendo ai piccoli risparmiatori di godere di garanzie capaci di azzerare il rischio delle scelte per un certo periodo, e responsabilizzando gli imprenditori a ben usarlo».
La Consob, partendo «dalle 22.058 medie imprese italiane, e dando iniziale preferenza alle 10.838 già esportatrici», ha stimato con una garanzia media unitaria di 1 milione un onere statale tra 11 e 22 miliardi di euro. Parlando invece di emissioni pubbliche, Savona ha suggerito al Tesoro di puntare sui bond irredimibili, con tasso massimo del 2% (l’obiettivo Bce di inflazione) esonerato fiscalmente. Un modo per i cittadini- risparmiatori «di partecipare nel loro interesse a impedire che costi e vincoli possano essere imposti al Paese » dall’Unione europea. La proposta somiglia a quelle avanzate dagli economisti come Alesina, Giavazzi, Monti, Tabellini, Tremonti. «La sottoscrizione sarebbe volontaria e l’offerta quantitativamente aperta. Se i cittadini italiani non sottoscrivessero questi titoli, concorrerebbero a determinare decisioni che creerebbero le condizioni per una maggiore imposizione fiscale», ha aggiunto Savona, di fatto ammettendo che i bond perpetui possano rivelarsi un prestito forzoso a tassi minimi. Per rimettersi al passo con la tecnologia applicata alla finanza, e armonizzare meglio politica monetaria e finanziaria, Savona ha invece proposto una «Consulta pubblica, composta da studiosi e operatori, a cui affidare il compito di definire entro l’anno un documento operativo per dar vita a una nuova architettura istituzionale meglio capace di proteggere il risparmio e incanalarlo verso l’attività produttiva »; come un nuovo Testo unico per credito, finanza e polizze. L’incontro che si tiene di solito alla Borsa di Milano davanti ai protagonisti del mercato, causa Covid si è tenuto a porte chiuse nella Consob a Roma.
Nella Relazione annuale della Commissione la principale novità è l’introduzione del “Suptech”, la tecnologia a supporto delle autorità. Consob sta iniziando a usarla per controllare i prospetti semplificati (Kid), che nel 2019 furono 708 mila e richiedono molto lavoro agli uffici: presto lo farà l’intelligenza artificiale.
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