Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La Procura rinvia sul San Raffaele

di Angelo Mincuzzi e Giuseppe Oddo

La Procura di Milano sta ancora passando al vaglio l'eventuale richiesta di fallimento della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor. «Stiamo esaminando la situazione e non è stata presa alcuna decisione», ha dichiarato il procuratore capo, Edmondo Bruti Liberati, dopo le indiscrezioni circolate ieri che davano per imminente il deposito dell'istanza presso il Tribunale fallimentare. Sono proseguiti anche ieri gli incontri tra i sostituti procuratori Luigi Orsi e Laura Pedìo, titolari dell'inchiesta, il procuratore aggiunto Francesco Greco, responsabile del dipartimento per i reati finanziari, e lo stesso Bruti Liberati.

La strada sembra comunque già tracciata. Lo stato passivo del San Raffaele sfiora il miliardo e mezzo di euro, i creditori bussano alla porta e più passano i giorni più si rischia di danneggiarli, mentre la proposta di concordato preventivo che l'attuale vertice s'era impegnato a presentare entro la metà di questo mese è ancora in fase di asseveramento.

Intanto ieri sera sulla vicenda è intervenuto a gamba tesa il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, preoccupato del «destino di migliaia di persone e delle loro famiglie che ogni giorno affidano la loro salute all'istituto» e dei «circa quattromila dipendenti particolarmente qualificati». Formigoni ha chiesto «che tutti i livelli coinvolti…, dalle istituzioni ai singoli privati, assumano le loro decisioni tenendo nella dovuta considerazione il patrimonio prezioso di esperienza e di servizi che il San Raffaele rappresenta» e ha auspicato «un serio progetto di risanamento» e il «rilancio dell'attività assistenziale dell'istituto».

Sfuggono tuttavia ancora oggi le ragioni che hanno portato al differimento della presentazione del piano e che hanno indotto lo Ior, la banca vaticana, a entrare in un'operazione apparsa sin dalla scorsa primavera di difficile soluzione.

Ora però i nodi stanno venendo al pettine. La richiesta di fallimento accelererebbe le indagini sull'operato del precedente consiglio presieduto da don Luigi Verzè e consentirebbe ai magistrati di procedere per bancarotta. Peraltro, si legge in una nota del San Raffaele, l'eventuale richiesta di fallimento da parte della Procura «non interferisce con il programma di lavoro che il cda si è dato e che prevede il deposito della domanda di concordato preventivo comprensiva del piano di risanamento e dell'impegno finanziario per il prossimo 10 ottobre». Il piano è imperniato sulla costituzione di una newco il cui capitale, di 250 milioni, dovrebbe essere sottoscritto con quote identiche dallo Ior e dall'imprenditore genovese Vittorio Malacalza, vicino al segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone. Nella società di nuova costituzione dovrebbero confluire, oltre a 700 milioni di indebitamento dell'attuale gruppo, le principali attività ospedaliere e sanitarie del San Raffaele, compreso Laborat, Resnati, Science Park e il 50% di Blu Energy.
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa