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La privacy impedisce di valutare e raccogliere i dati sul cashback

Cashback impossibile da valutare a causa dei paletti sulla privacy. Lo afferma la Corte dei conti nel Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica. A seguito delle indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali, il Centro Stella, che elabora i dati delle transazioni del cashback, non raccoglie le informazioni riguardanti la categoria merceologica o la localizzazione degli esercenti in cui sono effettuate le transazioni. Un ostacolo su cui la Corte esprime perplessità, dato che una valutazione è considerata «indispensabile ove si consideri la rilevanza delle risorse finanziarie a carico del bilancio dello stato». Ecco quindi alcuni suggerimenti della Corte: è negativa la mancanza di differenziazione tra esercizi medio-piccoli, dove l’evasione fiscale potrebbe essere maggiore, e le grandi catene di distribuzione o benzinai. Per la Corte vanno privilegiati «i pagamenti effettuati verso operatori medio-piccoli prevedendo un incentivo differenziato tra grande distribuzione, catene commerciali, impianti di distribuzione carburanti, da un lato, e piccoli operatori, artigiani, dall’altro, che si caratterizzano per diffusi fenomeni evasivi».

Per quanto riguarda il tetto di 50 operazioni a semestre, secondo la Corte, è troppo basso e indebolisce l’interesse a utilizzare i pagamenti elettronici. Inoltre, in merito al supercashback, «allo scopo di contenere gli abusi potrebbe essere opportuno limitare il numero di operazioni effettuabili con lo stesso operatore nell’arco della medesima giornata (anche se con carte diverse)». In merito è intervenuta giovedì scorso la viceministra Laura Castelli (si veda ItaliaOggi del 4/6/2021), la quale ha spiegato che PagoPa sta inviando un alert a coloro che sono sospettati di aver movimentato transazioni per ottenere un punteggio più elevato per il conseguimento del premio da 1.500 euro. Se il sistema di PagoPa rileva un’anomalia, l’utente riceverà un messaggio nella app con una richiesta di chiarimenti da inoltrare entro 7 giorni al ministero dell’economia. Se non si forniscono chiarimenti entro 7 giorni, le transazioni sospette saranno cancellate.

Dall’inizio del programma fino al 10 maggio scorso hanno aderito 8,6 milioni di cittadini; sono stati attivati 15,7 milioni di carte di credito o bancomat e sono state eseguite circa 545 milioni di transazioni. A febbraio del 2021, a conclusione dell’operazione dell’extra cashback di Natale sono stati erogati oltre 3,2 milioni di bonifici per un ammontare complessivo di circa 223 milioni.

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