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La precompilata apre i battenti

Precompilata 2017 al via tra nuove deduzioni e detrazioni d’imposta e con più spazio per l’integrazione delle dichiarazioni degli anni passati. Al debutto anche le unioni civili e le coppie di fatto che grazie all’approvazione della legge Cirinnà (legge n. 76/16). Si parte martedì 18 aprile con l’apertura del canale telematico di accesso ai dati della precompilata 2017 e si chiude il 24 luglio, ultimo giorno utile per la presentazione del 730 precompilato all’Agenzia delle entrate, direttamente tramite l’apposita applicazione web. Poi nella finestra autunnale saranno possibili le correzioni e le integrazioni con l’ausilio dei Caf e degli intermediari abilitati. Diverse le novità contenute nel modello 730/17 sia nella forma precompilata che nella versione ordinaria.

Agevolazioni e nuove detrazioni. Premi di risultato: se nel corso del 2016 ai dipendenti del settore privato sono stati corrisposti premi di risultato per un importo non superiore a 2 mila euro lordi, che possono essere elevati fino a 2.500 euro lordi se l’azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro, è riconosciuta una tassazione agevolata. Nello specifico se i premi di risultato sono stati erogati in forma di benefit o di rimborso di spese di rilevanza sociale sostenute dal lavoratore, non si applica alcuna tassazione mentre nelle altre ipotesi tali redditi sono assoggettati ad imposta sostitutiva nella misura del 10% sulle somme percepite (quadro C – rigo C4).

Regime speciale per i lavoratori impatriati: il reddito di lavoro dipendente prodotto in Italia dai lavoratori che si sono trasferiti nel nostro paese concorre alla formazione del loro reddito complessivo soltanto nella misura del 70%.

Assicurazioni a tutela delle persone con disabilità grave: con decorrenza dal periodo d’imposta 2016 è possibile detrarre il 19% dei premi delle assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave. L’importo massimo dei premi assicurativi detraibili è pari ad euro 750.

Credito d’imposta per videosorveglianza: per le spese sostenute nel corso del 2016 per interventi di videosorveglianza dirette alla prevenzione di attività criminali è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 100% delle spese. Rientrano nella previsione di tale credito d’imposta sia le spese sostenute per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme nonché per quelle connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza.

Spese arredo immobili giovani coppie: alle giovani coppie, anche conviventi di fatto da almeno tre anni, in cui uno dei due componenti non deve avere più di 35 anni e che nel 2015 o nel 2016 hanno acquistato un immobile da adibire a propria abitazione principale, viene riconosciuta una detrazione Irpef nella misura pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi destinati all’arredo dell’abitazione principale. Il limite massimo di spesa agevolabile è pari a euro 16 mila.

Spese per canoni di leasing per abitazione principale: in caso di stipula di contratti di locazione finanziaria finalizzati all’acquisto di unità immobiliari da destinare ad abitazione principale, è riconosciuta una detrazione irpef pari al 19% dell’importo dei canoni di leasing pagati nel 2016 fino al tetto massimo di euro 8 mila per accedere a tale nuova detrazione i contribuenti, alla data di stipula del contratto, devono possedere un reddito complessivo non superiore a 55 mila euro.

Iva pagata per l’acquisto di abitazioni in classe energetica A o B: i contribuenti che nel 2016 hanno acquistato dall’impresa costruttrice un’abitazione classificata nella classe energetica A o B è riconosciuta una detrazione Irpef in misura pari al 50% dell’Imposta sul valore aggiunto pagata in sede di stipula dell’atto di compravendita.

Le unioni civili. Anche nei modelli dichiarativi 2017 delle persone fisiche trovano spazio, per la prima volta, gli effetti della legge n. 76/16 recante «Regolamentazione delle unioni civili tra le persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze». La normativa equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili, stabilendo che, fatte salve le previsioni del codice civile non richiamate espressamente e quelle della legge sull’adozione (legge n. 184/83) «le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso». (art.1, comma 20). Tutte le disposizioni tributarie che fanno diretto riferimento alla figura del coniuge dovranno essere automaticamente estese anche alle unioni civili contratte ai sensi della suddetta legge. Sulla base del medesimo principio tutte le volte in cui un documento di prassi e le stesse istruzioni alla compilazione del modello 730 fanno riferimento alla figura del coniuge occorrerà assimilare allo stesso, per estensione, anche il componente dell’unione civile stipulata secondo i requisiti previsti dalla legge Cirinnà.

A tale proposito le istruzioni alla compilazione del modello 730/17 recitano che «in base a quanto stabilito dall’art. 1, comma 20, della legge n. 76 del 2016, le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti si intendono riferiti anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso». Da sottolineare inoltre che analoga equiparazione non è, invece disposta per le convivenze di fatto, costituite ai sensi dell’art. 1, commi 36 e 37, della legge n. 76 del 2016, tra due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune.

Più spazio per l’integrativa. Le dichiarazioni dei redditi del 2017 e in particolare il modello 730 recepiscono appieno le novità normative in tema di dichiarazione integrativa. Nell’ambito del modello 730 però, come ricordano espressamente le istruzioni alla compilazione del modello occorre tenere presente che la presentazione di una dichiarazione integrativa non sospende le procedure avviate con la consegna del modello 730 e, quindi, non fa venir meno l’obbligo da parte del datore di lavoro o dell’ente pensionistico di effettuare i rimborsi o trattenere le somme dovute in base al modello 730. Ogni integrazione dell’originario modello 730 presentato dovrà tenere in conto che lo stesso avrà prodotto i suoi effetti.

Ovviamente anche nel caso di integrazione a favore del contribuente del modello 730 (che in linea generale dovrà avvenire tramite la presentazione di un modello Redditi) è possibile indicare l’importo del maggior credito o del minor debito, non già chiesto a rimborso, risultante dalla dichiarazione integrativa a favore presentata oltre il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta successivo.

Andrea Bongi

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