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La possibilità di trasferire dati o eliminarli Così Facebook corre ai ripari

Non è la prima volta che accade. E, a occhio, non sarà l’ultima. Ieri Facebook ha annunciato una serie di cambiamenti della sezione con cui gestiamo i nostri dati personali. Quella, per capirci, attualmente raggiungibile con il comando in alto a destra della versione del social network per computer e in basso a destra di quella per smartphone.

L’intervento, che era già stato predisposto da tempo e inizierà a caratterizzare i profili dei 2 miliardi di utenti nelle prossime settimane, arriva dodici giorni dopo l’esplosione dello scandalo Cambridge Analytica sul trattamento dei dati da parte delle applicazioni terze. E a due mesi dall’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo sulla privacy.

Come richiesto da Bruxelles, infatti, Menlo Park (assicura che) semplificherà — anche nel resto del mondo — l’accesso ai dati e permetterà di scaricare qualsiasi informazione sia stata riversata sulla piattaforma e trasferirla a un altro servizio. «È quanto prevedono gli articoli 15 (Diritto di accesso dell’interessato, ndr) e 20 (Diritto alla portabilità dei dati, ndr) delle regole europee.

Le aziende che non le rispettano rischiano sanzioni fino al 4 per cento del fatturato annuale e si espongono a eventuali contenziosi con gli utenti», spiega Ernesto Belisario, avvocato esperto di digitale.

Altro cambiamento importante rispetto a come funziona adesso la privacy su Facebook, è la possibilità di eliminare definitivamente qualsiasi cosa sia stata caricata o condivisa (solo dal proprio profilo e non da quelli altrui). Chi scaricherà l’allegato con la sua vita in blu, non dovrebbe quindi più trovare quanto aveva deciso di cancellare in passato (come è invece accaduto nella prova del Corriere di martedì).

Lo sforzo più consistente è grafico: il social raggrupperà in un unico luogo tutte le operazioni dedicate a privacy e sicurezza e alla personalizzazione delle pubblicità. Per ora, il comando per cancellare il profilo non sembra coinvolto nella semplificazione.

Sulla sua pagina, il fondatore e amministratore delegato del colosso californiano, Mark Zuckerberg, ha ricordato come le informazioni relative a quali applicazioni stiano pescando nelle nostre attività saranno posizionate in testa al News feed per permetterci di revocare eventualmente il permesso. Il ciclone Cambridge Analytica, che ha messo Menlo Park sotto pressione dall’India alla Nuova Zelanda, insegna però che il problema nel caso delle app terze è più che altro l’uso che hanno fatto, o continuano a fare, di dati già rastrellati.

Mentre le azioni danno deboli segnali di ripresa, Zuckerberg avrebbe inoltre deciso di congelare la presentazione del suo speaker intelligente. Era prevista in maggio, ma forse è un po’ presto per chiederci di metterci in casa un oggetto in costante ascolto (nonostante Amazon e Google lo abbiamo già fatto con Alexa e Home).

Martina Pennisi

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