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La Pmi che riparte con maxi commesse da Stati Uniti e Cina

«Il messaggio era chiaro: o queste macchine le fate voi oppure ci rivolgiamo altrove».

Lo sblocco del lockdown, determinante per l’intera manifattura italiana, è stato certamente decisivo per Walter Pozzi, in grado in pochi giorni di confermare due maxi-commesse da Stati Uniti e Cina, ordini che nel complesso valgono 15 milioni di euro.

Tanti in valore assoluto, che diventano ancora più rilevanti per la Pmi comasca Saip, 50 addetti e una ventina di milioni di ricavi all’anno.

Gli impianti ordinati sono tre maxi-linee per realizzare pannelli isolanti, ciascuna delle quali lunga almeno 150 metri, con una prima consegna prevista entro dicembre, le altre nel 2021.

«Queste trattative andavano avanti da tempo – spiega l’imprenditore – ma nel periodo di lockdown siamo arrivati ad un punto critico. I clienti volevano avere chiarezza sui tempi e in generale sulla fattibilità dell’intero progetto. In poche parole ci hanno fatto capire che il tempo per decidere stava terminando».

Lo sblocco del lockdown ha consentito di avere visibilità sulla produzione futura e la trattativa si è chiusa con successo, anche se con qualche limatura sul prezzo.

«Diciamo che i clienti si sono presi qualche vantaggio dalla situazione – aggiunge Pozzi – anche se a ben vedere non hanno approfittato in modo opportunistico della crisi. Si tratta di due commesse importantissime per noi, non possiamo dire che risolvono ogni problema ma certo ci fanno guardare al futuro immediato con un poco di tranquillità in più».

La drastica riduzione della mobilità internazionale, che tra i tanti vincoli indotti inibisce anche gli spostamenti dei tecnici e dei manutentori, ha consentito alla piccola Saip di valorizzare al meglio gli investimenti fatti nel tempo in tecnologie 4.0. Con la possibilità di garantire una manutenzione remota degli impianti, anche senza presenza fisica delle squadre in trasferta, a rappresentare un aspetto chiave nella scelta dei clienti.

«Quello che stiamo facendo ora è la verifica della filiera dei fornitori – spiega Pozzi – per capire se tutti i nostri partner sono in grado di ripartire e in quali condizioni. Noi abbiamo aderito all’iniziativa #IoPagoifornitori, per saldare in modo puntuale ogni debito a monte della filiera. E credo che questo modo di fare sia il presupposto di base per rilanciare il Paese: ciascuno facendo la propria parte, per quello che può».

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