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La piazza virtuale è trainante

I marketplace sono diventati un attore sempre più importante nella distribuzione: non per nulla negli ultimi anni questo tipo di siti-piattaforme su cui è possibile vendere e comprare beni o servizi di differenti rivenditori e produttori ha vissuto una continua ascesa, rappresentando per le aziende un’opportunità non solo in Italia ma anche all’estero.

Secondo i dati di uno studio di Netcomm (Consorzio del commercio digitale italiano), condotto da The European House Ambrosetti, il settore ha raggiunto oltre 8 miliardi di euro di fatturato e più di 16 mila persone occupate in Italia nel 2019, con un trend in costante aumento negli ultimi cinque anni. Considerando i sottosettori che compongono il macro-aggregato delle vendite online, l’anno scorso i marketplace sono stati il comparto a crescita maggiore, sia per fatturato (+26% medio annuo) sia per occupazione (+21%), seguiti da retailer digitali, brand owner e dalle attività di customer care.

Per quanto riguarda la distribuzione del fatturato, è dai marketplace generalisti, come per esempio Amazon ed eBay, che si origina più della metà del giro d’affari (il 56%), con uno dei tassi di crescita più elevati negli ultimi 5 anni (67,2%). Alla moda è dovuto 12% del fatturato del settore, alla salute, bellezza e farmacia l’11% e all’elettronica di consumo il 9%. A livello di crescita, sempre nel periodo tra il 2015 e il 2019, le piattaforme dedicate al cibo e alle bevande sono quelle che hanno vissuto il maggiore incremento del business (+122,9%), seguite da quelle specializzate nei viaggi (+102,2%).

Geograficamente le imprese che operano nell’ambito dei marketplace sono distribuite su tutto il territorio nazionale, anche se c’è una prevalenza nel Nord Ovest, soprattutto in Lombardia dove il giro d’affari arriva a 4,8 miliardi di euro.

In questo scenario, questo tipo di siti possono rappresentare uno strumento utile per le imprese che vogliono vendere online. Secondo Roberto Liscia, presidente di Netcomm, i marketplace costituiscono «un attore sempre più rilevante nel panorama della distribuzione. Questo lo hanno ben compreso non solo le aziende che decidono di aprire una propria vetrina sui siti aggregatori, ma anche i retailer che hanno incluso questo modello di servizio all’interno del proprio business. L’auspicio è che i marketplace possano rappresentare per le imprese italiane un canale per superare la crisi in atto. Pensando al piccolo dettaglio, i marketplace potrebbero agire come soggetto abilitatore del proximity commerce, in un momento in cui l’integrazione tra canali fisici e digitali dei negozi di vicinato non solo è un bisogno dei consumatori, ma una strada necessaria per rimanere competitivi».

Un canale, questo, che può essere sfruttato anche nell’ottica di una strategia di digitalizzazione a livello internazionale: nonostante l’export online abbia raggiunto il valore di 11,8 miliardi di euro nel 2019, in aumento del 15% rispetto all’anno precedente, interessa ancora una piccola parte delle imprese italiane, visto che solo il 40% usa anche canali digitali per vendere all’estero, mentre oltre metà (51%) sfrutta solo quelli tradizionali e il 9% non esporta affatto.

Secondo i dati di BrandOn Group (società dedicata allo sviluppo delle vendite online), i marketplace che totalizzano più visite globalmente sono Amazon, Paypay Mall, eBay, Mercado Libre e Aliexpress. Esaminando, invece, quelli specializzati, se si parla di moda i più gettonati sono Zalando, Asos, Nyntra, Poshmark e Dafiti. Nell’elettronica di consumo primeggiano Best Buy, Newegg, G2a.com, Digitec e Game, mentre nell’oggettistica per la casa ci sono Wayfair, Manomano, Houzz, Conforama, Nature&Découvertes; nel mondo dei libri i primi sono Barnes and Noble, Abebooks, Zvab, Alibris e Biblio.com.

La situazione cambia a seconda delle diverse aree geografiche: negli Stati Uniti i marketplace più visitati sono Amazon, eBay e Walmart; in Cina ci sono Taobao, JD.com e TMALL. In Europa, invece, dopo Amazon ed eBay, al terzo posto si posiziona Aliexpress, mentre al quarto si attesta un sito polacco, Allegro.

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