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Per la piattaforma It di Mps spunta l’offerta di Cedacri-Fsi

Il gruppo Cedacri è pronto all’offerta per un ingresso azionario nella piattaforma di information technology di Banca Mps, per la quale è partito un processo volto all’individuazione di una partnership.
La banca senese sta infatti lavorando a uno spin-off e successiva societarizzazione di queste attività e, secondo le indiscrezioni, avrebbe affidato un incarico all’advisor PricewaterhouseCoopers finalizzato a valutare proposte per l’asset in questione.
Dopo un’esplorazione durata qualche mese, l’obiettivo dell’istituto senese sembra dunque di dare in outsourcing queste attività, sulla scia di quanto stanno già facendo diverse banche italiane. Di recente Carige ha stretto un accordo con gli americani di Ibm per creare Dock Joined in Tech, partnership (81% Ibm, 19% Banca Carige) finalizzata a soluzioni digitali, che garantirà la razionalizzazione dei costi per l’istituto ligure.
Il mercato si sta dunque spostando verso questo nuovo modello di business. Ora è la volta di Banca Mps e proprio Cedacri sarebbe dunque tra i soggetti in lizza per acquisire gli asset dell’istituto senese, probabilmente tramite una partnership dove sarebbe in posizione di maggioranza. L’offerta di Cedacri sarebbe in competizione con un altro soggetto industriale.
Obiettivo dell’azionista, il fondo Fsi guidato da Maurizio Tamagnini, è quello di fare di Cedacri una piattaforma di consolidamento. Fsi ha già operato nel settore Fintech attraverso l’investimento in Sia (che ora fa capo a Cdp Equity), creando le condizioni per trasformarsi da target in consolidatore, tramite acquisizione con la monetica di Unicredit e partnership, come nel caso di Poste. Fsi ritiene di poter replicare anche in Cedacri lo stesso progetto, promuovendo il consolidamento.
Infatti è prevedibile che altre banche, nei prossimi mesi, decidano di mettere in vendita le proprie piattaforme di It, per dare in outsourcing questi servizi. Fsi ha fatto il suo ingresso in Cedacri alla fine dello scorso anno, rilevando le quote di alcune banche presenti nell’azionariato. Nella compagine però sono rimasti diversi istituti: Banca Mediolanum, Cassa di Risparmio di Asti, Banco di Desio e della Brianza, Banca Popolare di Bari, Unipol Banca, Cassa di Risparmio di Bolzano, Banca del Piemonte e Credem. Nel frattempo, a pochi mesi dall’ingresso di Fsi nel capitale di Cedacri, Corrado Sciolla è stato nominato amministratore delegato della società. Nel 2001 Sciolla ha lavorato in Wind con il ruolo di direttore generale operativo e nel marzo 2004 è stato nominato amministratore delegato di Albacom. Nel 2010 è diventato poi ad di Bt France, mentre in seguito è stato presidente di BT Global Service con la responsabilità di Sud Europe e Sud America.
Fsi, il fondo dei fondi sovrani che annovera tra i propri investitori fondi di Estremo Oriente, Medio Oriente e Asia Centrale (come il fondo sovrano del Kuwait, Kia, ma anche il fondo di Singapore Temasek), banche e società di assicurazione internazionali, i maggiori investitori istituzionali italiani ed europei, oltre a family office di grandi gruppi industriali, terminerà le attività di raccolta a fine dicembre. Entro fine anno si prevede l’ingresso di ulteriori investitori istituzionali e family office europei.

Carlo Festa

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