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La perizia di stima serve solo al mutuo

Le perizie di stima, fatte eseguire dalle banche in riferimento alla concessione di mutui, non hanno il fine precipuo di stabilire con precisione il valore dell’immobile, ma solo di dare un’indicazione circa la concedibilità del mutuo. Tali perizie hanno quindi un valore meramente indicativo, in particolare laddove il contribuente provi che i minori prezzi, risultanti dagli atti di vendita rispetto ai corrispondenti preliminari, sono stati determinati da inadempienze e ritardi nei quali era incorso l’appaltatore dei lavori.

Così ha stabilito la Ctr della Toscana con la sentenza n. 183/17/16 del 03.02.2016. Nel caso di specie l’ufficio aveva preso in considerazione alcuni preliminari di soggetti che avevano richiesto mutui ipotecari e aveva esaminato le perizie che le banche avevano fatto eseguire sugli immobili. Il contribuente, nel ricorso poi accolto dai giudici di primo grado, aveva evidenziato che era sorto un contenzioso con l’appaltatore dei lavori e che la controversia era stata poi definita mediante un arbitrato, che aveva confermato l’esistenza dei gravi ritardi che avevano giustificato i minori prezzi di vendita. Secondo l’ufficio, tuttavia, i dati indicati dalla ricorrente evidenziavano una poco verosimile antieconomicità della gestione. Il contribuente ribadiva comunque, anche nel giudizio di appello, che la presunzione che il vero prezzo delle compravendite fosse quello indicato nei preliminari era smentita dal lodo arbitrale e che, nel giudizio arbitrale era stata eseguita anche una Ctu, che aveva accertato l’esistenza di ritardi rilevanti da parte dell’appaltatore, la qualità scadente dei materiali e gravi difetti delle autorimesse. Inoltre l’ufficio, che pure aveva eseguito alcune indagini bancarie sui conti degli acquirenti, non aveva fornito alcun riscontro circa l’avvenuta simulazione dei prezzi. I giudici, come detto, ritenevano l’appello infondato, anche considerata la documentata esistenza di ragioni idonee a costringere la venditrice a ridurre il prezzo già convenuto e che comunque la contestata evasione si sarebbe dovuta concretizzare con un pagamento in nero di una parte del prezzo, non riscontrato però in sede di indagini bancarie.

Giovambattista Palumbo

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