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La Pec punta a quota 1,5 milioni

di Valentina Melis e Maurizio Pirazzini

È corsa all'ultimo giorno per le società che devono comunicare al Registro imprese il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (Pec): la scadenza sarà martedì 29 novembre (salvo che non ci sia una riapertura dei termini, a breve, dato che negli ultimi giorni è circolata l'ipotesi di una proroga).

Secondo i dati di Unioncamere, il 21 novembre erano 995.788 le caselle Pec dichiarate al Registro, con un'impennata delle comunicazioni (505.478) negli ultimi 20 giorni. Risulta in regola con l'obbligo di Pec, dunque, il 36,5% delle società iscritte al Registro (2.727.579). Considerato l'andamento delle comunicazioni negli ultimi giorni, l'Unione delle camere di commercio stima di arrivare alla scadenza del 29 novembre con 1,5 milioni di Pec dichiarate dalle società. Un numero che non coprirebbe il totale delle imprese iscritte, ma che, escludendo le società inattive e quelle in fallimento, non si discosterebbe troppo dal totale di 1,85 milioni di società che si stima siano attive.

Con l'iscrizione nel registro delle imprese della propria Pec "ufficiale", le società avranno in sostanza una vera e propria sede legale elettronica accessibile da chiunque – e senza costi nè registrazioni preventive – con la semplice consultazione online del sito www.registroimprese.it. L'operazione Pec, da un lato, mira a ridurre i costi per la Pubblica amministrazione, che non dovrà più trasmettere documentazione cartacea, dall'altro consente ai privati di semplificare le comunicazioni ufficiali (si pensi alla trasmissione di contratti, atti negoziali, diffide) tra loro e anche nei confronti della Pa (sarà possibile depositare un documento – sottoscritto con firma digitale – in modalità sicura e tracciata alle amministrazioni dotate di Pec). La legge di stabilità 2012, poi, ha previsto una "rivoluzione Pec" per le comunicazioni e notificazioni nel processo civile telematico, che dovrebbe consentire di semplificare la notifica di atti giudiziari alle società tramite la Pec pubblicata nel Registro imprese, con vantaggi sui tempi della giustizia civile (si veda l'altro articolo in pagina).

La società che non comunica il proprio indirizzo Pec al registro imprese entro il 29 novembre è soggetta – come confermato dal ministero dello Sviluppo economico nella circolare 3645/C del 3 novembre scorso) – all'applicazione della sanzione prevista dall'articolo 2630 del Codice civile. Lo Statuto delle imprese (legge 180/2011) ha dimezzato l'importo della sanzione, che oggi va dunque da un minimo di 103 euro a un massimo di 1.032 euro. La sanzione si riduce a un terzo per coloro che adempiono entro i trenta giorni successivi alla scadenza. Se le società non riescono a trasmettere il proprio indirizzo di Pec entro il 29 novembre, potranno farlo quindi entro il 29 dicembre con una sanzione ridotta, da applicare per ciascun legale rappresentante. Per evitare la sanzione, la società dovrà aver ottenuto l'indirizzo della casella, anche se tecnicamente non attivata dal provider, e averla trasmessa – entro il 29 novembre – alla Camera di commercio (anche tramite le procedure semplificate attivate e disponibili su www.registroimprese.it).

In questi giorni, infatti, i provider di Pec sono sovraccarichi di richieste che riescono a evadere – con attivazione della casella dal punto di vista tecnico – solo dopo oltre 10 giorni dalla domanda. Fino a quando la casella non è operativa dal punto di vista tecnico, non può essere iscritta nel Registro imprese. Le pratiche ricevute dalle Camere di commercio saranno sospese dunque, in attesa dell'attivazione da parte del provider, senza nessuna conseguenza per la società.

Nella bozza della legge di stabilità 2012 era stata ipotizzata l'estensione – entro maggio 2012 – dell'obbligo di pubblicazione della Pec anche per le imprese individuali. Questa proposta non è stata inserita, poi, nel testo finale della legge. L'allargamento è necessario per chiudere il cerchio su un'operazione che ha grandi potenzialità di semplificazione nei rapporti tra imprese e Pa, che dovranno essere completamente dematerializzati entro il 1° luglio 2013, come sancito dal Dpcm del 22 luglio 2011 pubblicato in «Gazzetta» il 16 novembre (si veda Il Sole 24 Ore» del 17 novembre).

Allo stato attuale, le imprese individuali non sono tenute a iscrivere la loro Pec nel Registro, poiché quest'atto sarebbe privo della necessaria copertura normativa (articolo 2188 del Codice civile) e potrebbe comportare notevoli rischi sulla tenuta della legittimità degli atti compiuti in base all'indirizzo comunque pubblicato (si pensi a un vizio di notifica).

Secondo le stime del dipartimento per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione e l'innovazione della Presidenza del Consiglio sono comunque circa 400mila le imprese individuali dotate di Pec.

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