Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La Pec nell’atto evita domiciliazioni sgradite

La legge di stabilità 2012 gioca a favore degli avvocati che sono chiamati a esercitare fuori dalla circoscrizione del tribunale cui sono assegnati ma non provvedono a eleggere il domicilio nel luogo dove ha sede l’ufficio giudiziario presso cui è in corso il relativo giudizio: l’obbligo di indicare negli atti di parte l’indirizzo di posta elettronica certificato che l’avvocato ha comunicato all’Ordine, introdotto dalla legge 183/11, evita al professionista la domiciliazione ex lege presso la cancelleria dell’autorità giudiziaria.

Lo stabiliscono le Sezioni unite civili con la sentenza 10143/12, pubblicata il 20 giugno, che provvede a un’interpretazione adeguatrice in termini di «prospective overruling».

Novella rilevante

Chi non adempie all’obbligo di eleggere domicilio nel luogo dove ha sede l’autorità giudiziaria presso la quale si svolge la causa può salvarsi grazie all’obbligo di Pec, che ha svecchiato il quadro normativo: risultano modificati infatti gli articoli 366 e 125 Cpc. Risultato: la domiciliazione ex lege presso la cancelleria dell’autorità giudiziaria innanzi alla quale è in corso il giudizio scatta solo se il difensore che non adempie all’obbligo prescritto dall’articolo 125 Cpc non ha indicato nell’atto l’indirizzo Pec comunicato all’Ordine.

Data spartiacque

L’interpretazione «adeguatrice», come la chiama la Suprema corte, si rende necessaria proprio perché l’obbligo di Pec facilita molto le notifiche. Il nuovo articolo 125 Cpc prevede l’obbligo del difensore di indicare negli atti di parte (citazione, ricorso, comparsa, controricorso, precetto) l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato all’Ordine, cosa che consente una modalità semplificata di notificazione (articolo 149 bis Cpc). E anche l’articolo 366 Cpc, che prescriveva un analogo specifico onere di elezione di domicilio per il giudizio di cassazione, ha previsto l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata come modalità alternativa alla domiciliazione. È quindi necessario, pena l’irragionevolezza, procedere anche un’interpretazione dell’articolo 82 Cpc che tenga conto del mutato contesto normativo. E la data spartiacque è il primo febbraio 2012, dal momento che le norme processuali contenute nella legge di stabilità si applicano decorsi trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge 183/11, e cioè un mese dopo il primo gennaio scorso. Potenza della Pec.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L'acquisto della banca senese potrebbe permettere al gruppo milanese di ridurre la distanza dal lead...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni l’attenzione dei commentatori politici è stata focalizzata sulle modalità di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il governo Conte bis è entrato in crisi proprio quando alcuni dossier economici di capitale importa...

Oggi sulla stampa