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La parcella errata si sostituisce

Se l’avvocato commette un errore nel redigere la parcella può sempre fare marcia indietro. Il professionista, infatti, può sempre rettificare l’importo indicato nella prima parcella presentandone una nuova. La regola vale anche se il cliente ha già accettato la proposta iniziale.

Lo ha stabilito la seconda sezione civile della Corte di cassazione, in una recente sentenza (la n. 1284 del 18 gennaio 2013).

Nel caso di specie un legale ha assunto le difese di un soggetto nell’ambito di un lite in materia di successione ereditaria.

Al termine del suo mandato, il professionista ha presentato al cliente la sua parcella.

Solo successivamente l’avvocato si è accorto di aver male applicato la tariffa professionale prevista per l’attività svolta. Per questo motivo ha inoltrato al cliente una seconda parcella dall’importo quattro volte superiore alla precedente.

Il cliente, che ancora non aveva accettato nemmeno la prima parcella, si è rifiutato di pagare ritenendo arbitrario il comportamento del legale. Quest’ultimo, si è quindi visto costretto ad adire il giudice ordinario per ottenere la condanna del suo debitore al pagamento del compenso dovuto, ossia quello corretto e contenuto nella seconda parcella inviata.

Il tribunale, in sede di opposizione al decreto ingiuntivo, ha respinto le argomentazioni difensive proposte dal cliente, volte a sostenere che il compenso spettante al legale fosse solo quello indicato nella prima parcella. Secondo il giudice di primo grado, infatti, l’errore di calcolo commesso dall’avvocato non poteva comportare la vincolatività della prima parcella. Inoltre, il fatto che la parcella iniziale non fosse stata ancora accettata dal cliente era sufficiente per poter considerare la prima richiesta una semplice proposta ai sensi dell’articolo 1344 del codice civile, come tale sempre revocabile fin quando non sia pervenuta al proponente l’accettazione dell’altro contraente.

La decisione del tribunale è stata peraltro confermata dalla Corte d’appello al termine del giudizio di secondo grado.

Da ultimo, la lite è stata sottoposta all’attenzione dei giudici della Suprema corte, alla quale sono state evidenziate le apparenti criticità della decisione dei giudici di merito.Ma i giudici romani, nel pronunciarsi sulla vicenda, hanno confermato la sentenza impugnata, rigettando, di conseguenza, il ricorso presentato.

Anche per la Corte di cassazione, infatti, l’avvocato che abbia commesso un errore nel calcolare la parcella da presentare al cliente gode del diritto di formare una seconda parcella corretta. In altri termini se la parcella che presenta l’avvocato non fa corretta applicazione della tariffa professionale il legale può sempre chiederne la rettifica, presentando un nuovo conteggio.

Nel caso di specie, peraltro, la prima parcella non era stata ancora accettata per cui, hanno osservato i giudici di legittimità, si era trattato di una semplice proposta contrattuale che non ha alcuna efficacia vincolante fin tanto che la parte alla quale è rivolta, in questo caso l’assistito, non abbia accettato la proposta e di tale accettazione il legale sia stato portato a conoscenza.

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