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La pandemia proroga le scadenze della giustizia

Lo stato d’emergenza dichiarato fino al 31 dicembre dal decreto legge 105/21 proroga quasi tutte le misure anti Covid per la giustizia. La moratoria scatta nel civile su depositi via Internet, trattazione scritta e udienze su Teams; anche nel penale restano il cartolare e l’online. Ma all’articolo 7 del decreto c’è una norma transitoria che esclude l’applicazione di alcune disposizioni d’emergenza in procedimenti civili e penali in cui l’udienza di trattazione è stata già fissata fra il primo agosto e il 30 settembre: è esclusa la camera di consiglio da remoto in Cassazione, sia civile sia penale; altrettanto vale per i giudizi penali d’appello e le impugnazioni di misure di prevenzione personali e patrimoniali (si tratta di giudizi d’impugnazione che prevedono termini dilatori che si calcolano dalla data dell’udienza a ritroso). Dal 31 luglio addio udienze a porte chiuse nei processi dove è ammesso il pubblico. Ripristinato, intanto, il servizio del portale per il deposito degli atti penali.

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Cominciamo dal civile. Sino alla fine dell’anno resta obbligatorio il deposito telematico di tutti gli atti nei procedimenti contenziosi e di volontaria giurisdizione: il contributo unificato si versa su PagoPa ma se il dominio giustizia non funziona, come nei giorni scorsi, il capo dell’ufficio può autorizzare il deposito cartaceo. Oltre alla modalità cartolare e alle udienze telematiche sono confermati e la partecipazione a distanza alle udienze di alcune parti e il giuramento in forma scritta del consulente tecnico d’ufficio. Tutta telematica la formula esecutiva dei titoli giudiziali: dall’istanza di parte all’istanza del cancelliere. Note scritte per la separazione consensuale e la revisione delle condizioni di divorzio. Il giudice può collegarsi online da casa per partecipare alle udienze (anche nel penale, si ritiene). Da remoto le decisioni collegiali in camera di consiglio. In Cassazione deposito online e giudizio cartolare.

Senza parti

Veniamo al penale. Vanno depositati tramite il portale Pdp atti, documenti e istanze alla chiusura delle indagini preliminare. Sì alla Pec per altri atti. Da remoto gli atti d’investigazione di pubblico ministero e polizia giudiziaria che richiedono la partecipazione di indiziati, persone offese, difensori, consulenti e altre persone. In appello giudizio cartolare con camera di consiglio online senza la presenza di pm e avvocati; stessa modalità per le impugnazioni delle misure di tutte le misure di prevenzione. Anche qui da remoto le deliberazioni collegiali e la trattazione in camera di consiglio in Cassazione. Le misure d’emergenza per civile e penale, in quanto compatibili, si applicano agli arbitrati rituali e alla magistratura militare. Da sabato prossimo, invece, addio alla norma che rendeva possibile collegamenti da remoto delle udienze penali che non richiedono la presenza di soggetti diversi da pm, parti e difensori, ausiliari del giudice, polizia giudiziaria, interpreti, consulenti e periti.

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