Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Dopo la pandemia niente sarà più come prima per le pmi

Niente sarà più come prima. La pandemia da Covid-19 è stata un acceleratore di processi che erano già in corso in modo strisciante, ma che sono esplosi con una velocità in alcuni casi devastante. Ha potenziato l’uso delle tecnologie informatiche, ha spiazzato interi settori economici, ha rimesso in discussione i paradigmi della comunicazione, dell’intrattenimento, del tempo libero, delle relazioni interpersonali, sta devastando il mondo delle pmi, del lavoro dipendente e ancora di più del lavoro autonomo.

Secondo una ricerca di modefinance compiuta su un campione di 85 mila piccole imprese, l’effetto della pandemia sul merito creditizio sarà simile a uno tsunami, spostando il rating mediano delle pmi da BB (equilibrate) a CCC (a rischio). In generale l’effetto sarà quello di spostare il rating verso due o tre classi di merito inferiori, facendo scomparire i livelli AAA e AA (i più sicuri) e creando potenzialmente un esercito di Junk. Le pmi che dopo il Covid si collocheranno nelle classi più rischiose saranno infatti, secondo questa indagine, il 55% del totale, rispetto al 10% del 2019. Quante di loro riusciranno a sopravvivere senza l’accesso al credito? Questo significa licenziamenti, blocco degli investimenti, fallimenti a raffica, destrutturazione di interi settori economici. Secondo un recente studio dei consulenti del lavoro, con lo sblocco dei licenziamenti verrà meno il 10% dei posti di lavoro delle pmi rispetto a inizio 2020. Va peggio nel lavoro autonomo, che potrebbe perdere fino al 14% della base occupazionale.

La situazione diventa ancora più drammatica se da un’analisi micro passiamo a una macroeconomica, perché l’attuale situazione dei tassi di interesse bassissimi, in alcuni casi negativi, non può durare a lungo (metterebbe in crisi i sistemi bancari e previdenziali), così come l’allentamento dei vincoli di bilancio europei, che ha consentito al nostro governo di bruciare in pochi mesi decine di miliardi di euro in spesa improduttiva, non durerà per sempre. Anzi la stessa possibilità di attingere ai fondi della Next generation Eu per centinaia di miliardi di euro è strettamente condizionata alla capacità di elaborare progetti credibili e al rispetto di condizionalità addirittura più rigorose dei vincoli di bilancio vigenti prima della pandemia. Obiettivo decisamente fuori dalla portata degli ultimi governi italiani.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La nuova Cassa depositi e prestiti si presenta, e s’immagina nei prossimi tre anni: con un ruolo ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Bisogna essere pazienti, è il mantra dei vertici della Bce. L’inflazione sta salendo, è vero, s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A valle di un Comitato controllo rischi e un collegio sindacale da cui emerge un importante deterio...

Oggi sulla stampa