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«La paga ai banchieri? In bond»

FRANCOFORTE — Creare «un sistema bancario più sicuro, al servizio dei cittadini e dell’Unione Europea, volto a ridurre il rischio sistemico e il moral hazard, incoraggiando la concorrenza e l’integrità del mercato unico»: sono questi gli obiettivi che il governatore finlandese Erkki Liikanen ha illustrato ieri, presentando a Bruxelles il rapporto degli esperti sulla riforma delle banche, elaborato su richiesta del commissario europeo Michel Barnier. Barnier ha fatto partire subito l’iter di consultazione sulle proposte, da sottoporre entro l’estate prossima agli organi decisionali Ue.
«Se queste misure saranno messe in opera — ha spiegato al Corriere della Sera Marco Mazzucchelli, attuale Senior Advisor dell’istituto svizzero Julius Baer e unico italiano nella squadra di esperti di Liikanen — avremo banche meno rischiose, più robuste e resistenti, molto meno complesse e quindi anche più facili da monitorare e da gestire».
Mazzucchelli, che ha una lunga esperienza maturata in istituti internazionali (da ultimo come vice-ceo di Rbs, oltre a Crédit Suisse, Morgan Stanley e Citi) e italiani (San Paolo Imi, Mps), è convinto che la proposta-Liikanen sia «il vero contributo che il sistema bancario sostenibile può dare alla competitività del sistema economico europeo».
Come raggiungere questo obiettivo? Secondo gli esperti, identificando tre settori principali di intervento: l’area di struttura «corporate» delle banche, l’area del capitale e quella della governance.
«La vera novità — secondo Mazzucchelli — è che la separazione delle attività di trading ad alto contenuto di rischio, a differenza di quanto introdotto da Paul Volcker negli Usa, comprende, oltre alla compravendita in proprio, anche le posizioni in derivati nel processo di “market making”». La proposta presentata ieri non punta a obbligare le banche a creare due entità giuridiche separate ma, spiega il banchiere italiano, «le si mantiene sotto la stessa holding, salvando il modello di banca universale».
Ma all’interno di una holding l’attività di negoziazione deve essere capitalizzata e finanziata in modo autonomo e, aggiunge il banchiere bocconiano, «non deve essere assolutamente finanziata dalla banca di deposito».
Inoltre Mazzucchelli segnala anche un altro messaggio, del rapporto, relativo alle banche al dettaglio, «che non possono essere coinvolte dall’instabilità», e devono essere gestite «limitando la dipendenza fra sistema bancario e finanziamento immobiliare eccessivo» per evitare il ripetersi di bolle sul tipo Spagna.
Sul fronte della corporate governance, infine, spicca l’indicazione di pagare i bonus dei manager in obbligazioni subordinate, quindi in bond, per coinvolgerli nelle perdite in caso di crisi e fallimenti.
Ma, spiega Mazzucchelli, ci sono molte altre regole importanti, come quella sui test sulla competenza di amministratori e manager, o sulle funzioni di management indipendenti dall’amministratore delegato. Secondo il banchiere italiano, in questo caso si tratta «di uno dei rapporti più completi elaborati da Bruxelles per riformare le istituzioni finanziarie».

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