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La p.a. apre ai professionisti

Atti della pubblica amministrazione decentrati: si va dall’assistenza previdenziale per l’istruttoria e la richiesta delle pensioni, alla semplificazione fiscale, alla certificazione internazionale notarile. Sono queste alcune delle funzioni sussidiarie che potrebbero essere svolte dai lavoratori autonomi rispetto alla pubblica amministrazione (p.a) e presentate dai rappresentanti delle categorie durante l’incontro di ieri al ministero della giustizia a cui hanno preso parte il sottosegretario alla presidenza del consiglio Tommaso Nannicini, il sottosegretario alla giustizia Federica Chiavaroli, il ministro della giustizia Andrea Orlando, e il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella (si veda ItaliaOggi del 12 novembre scorso). Un incontro organizzato alla luce della delega contenuta all’art. 5 del ddl lavoro autonomo (Delega al Governo in materia di atti pubblici rimessi alle professioni ordinistiche) «a cui», ha precisato il sottosegretario Chiavaroli a ItaliaOggi, «il governo vuole essere pronto a dare attuazione nel più breve tempo possibile non appena il ddl lavoro autonomo sarà approvato in via definitiva». Nel corso dell’incontro, è stato proprio il presidente Stella a porre l’accento sul fatto che «sul fronte del dialogo tra imprese e pubblica amministrazione deve essere proposto un modello diverso rispetto al sistema delle Agenzie per le imprese. I risultati sperati, infatti, non si sono realizzati ed è pertanto indispensabile, per una vera semplificazione, pensare a un nuovo assetto di questo fascio di funzioni di prima assistenza alle imprese, in cui certamente i professionisti possono svolgere un ruolo di primo piano». Tesi condivisa anche dai Consulenti del lavoro che, tramite il vicepresidente del Cno, Vincenzo Silvestri, hanno sottolineato come «l’esternalizzazione di funzioni possa essere anche un’occasione per creare nuove competenze e nuove opportunità di lavoro per i giovani che si affacciano alla professione». Ecco, quindi, la proposta di estendere ai professionisti che contribuiscono alla costruzione delle storia previdenziale dei lavoratori dipendenti, la competenza a trattare anche le prestazioni assistenziali e previdenziali quali: richiesta pensione, indennità disoccupazione, maternità e mobilità. Misura affiancata al fatto che le sedi di certificazione dei rapporti di lavoro dovrebbero poter avere competenza a certificare anche i contratti collettivi aziendali, per dare certezza ed effettività agli stessi e garanzia di corrispondenza ai dettami della legge. Frutto dei notai, invece, le proposte di attribuire anche al Consiglio notarile distrettuale la competenza per l’apposizione dell’Apostille (certificazioni che convalida, con pieno valore giuridico, sul piano internazionale l’autenticità di un atto pubblico) al fine di ridurre il carico di lavoro delle Procure della Repubblica. Il tutto, affiancato anche dalla volontaria giurisdizione, ovvero dall’attribuzione della competenza a decidere in merito alla sussistenza dei presupposti per il compimento degli atti di minori e incapaci, al notaio incaricato di ricevere gli atti stessi, in alternativa all’autorità giudiziaria, con l’effetto di riduzione del carico giudiziario e di snellimento dell’attività negoziale. Presenti, poi, anche i dottori commercialisti che, tramite il vicepresidente del Consiglio nazionale Davide Di Russo, hanno fatto presente come «i commercialisti possano svolgere un ruolo importante per quanto attiene tutta la materia della revisione legale e la riduzione e la semplificazione in campo strettamente fiscale. Competenze in merito alle quali la categoria non si è mai tirata indietro». A rimarcare, invece, la disponibilità di lavorare in zone di prossimità attraverso la semplificazione della procedure di assegnazione dei lavori, i dottori agronomi, accompagnati dagli ingeneri, guidati da Armando Zambrano, anche coordinatore della Rete delle professioni tecniche, che ha fatto presente «sia la possibilità di ampliare l’attività di asseverazione dei professionisti», sia la necessità «di migliorare l’impianto del ddl lavoro autonomo lavorando sul garantire una maggior tutela dei professionisti nei confronti del committenti, tempi certi per i pagamenti dal parte della pubblica amministrazione e misure di welfare maggiori soprattutto per le professioniste che si trovano ad affrontare la maternità». Nel corso dell’incontro, inoltre, in modo condiviso è stata avanzata la proposta di introdurre il rito del lavoro anche i liberi professionisti.

Beatrice Migliorini

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