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La nuova offerta protegge Atlantia, prezzo in linea con le attese

Una valorizzazione tutto sommato in linea, il tema della garanzie che, così rivisto, «protegge» Atlantia, tanto più perché inserito in una nuova dinamica di «gestione dei contenziosi». Sono questi gli elementi salienti che, come emerge dalla relazione illustrativa del cda depositata in vista dell’assemblea del 31 maggio, hanno sbloccato l’impasse su Autostrade e la potenziale cessione dell’88% al consorzio guidato da Cdp. Ora toccherà ai soci esprimersi ma la proposta di delibera fatta dal cda è piuttosto netta: «Considerato che l’incertezza del quadro regolatorio e tariffario ha sinora determinato la mancata presentazione di offerte alternative a quella del Consorzio e che tale situazione potrebbe permanere per un tempo non definito»; in ragione di ciò «esprime parere favorevole alla cessione dell’intera partecipazione» in Aspi.

Tornando agli altri aspetti, come ricostruito da Radiocor, la valutazione è certamente la questione centrale. L’offerta da 9,3 miliardi «non si discosta in maniera significativa dal limite inferiore del range di valore stimato per il 100% del capitale» dalle banche advisor di Atlantia (9,3-9,5 miliardi) che, peraltro, avevano tenuto conto anche degli ipotetici ristori Covid (fino a 300 milioni). Cdp, Blackstone e Macquarie, hanno valorizzato tutta Aspi 9,1 miliardi ma il cda di Atlantia, nella valutazione della congruità, fa notare che la remunerazione del capitale investito al 2% da qui al closing porterà altri 180-230 milioni in cassa.

Il documento fa luce anche sulle “Special Indemnity” e sull’earn-out legato ai ristori per il calo del traffico nel secondo semestre 2020 e nel 2021 causa Covid. Riguardo alle garanzie che Atlantia dovrà fornire su alcune cause pendenti il cda è chiaro: «Il meccanismo di gestione dei contenziosi contenuto nell’offerta consente ora una puntuale ed effettiva difesa in giudizio delle controversie oggetto di indennizzo e permette di proteggere Atlantia da responsabilità per un ammontare significativo». Nel dettaglio, sul fronte ambientale pur in presenza «di un rischio di soccombenza e di risarcimento di danni caratterizzato da un grado di probabilità basso, parrebbe accettabile assumere il rischio per il massimo indennizzo proposto da Cdp-fondi, cioè 412 milioni». Per tutti gli altri contenziosi, compresi principalmente i danni indiretti legati al Morandi, l’offerta prevede «una gestione coordinata con una condivisione dei rischi tra venditore e compratore (75%-25%) oltre la soglia di 150 milioni di indennizzi, che rimarrebbe invece interamente a carico di Atlantia». Fermo restando il limite complessivo di 459 milioni. E i ristori? È prevista «l’introduzione di una componente aggiuntiva, un cap di 300 milioni per il 100% di Aspi e dunque di 264 milioni per l’88%».

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