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La «nuova» Mediolanum spinge sulla raccolta

Un logo tutto nuovo per Banca Mediolanum, perché «nulla è più come prima e io cambio». Ha scelto il palco della convention annuale di Pesaro il fondatore Ennio Doris per presentare agli oltre 4mila family banker del gruppo accorsi da tutta Italia il rinnovamento del marchio: via il simbolo ormai datato 18 anni con il classico «biscione» stilizzato per far spazio al cerchio azzurro che ricorda lo slogan della banca costruita attorno al cliente e che è stato negli scorsi anni oggetto di una fortunata campagna pubblicitaria.
«Per qualsiasi azienda il cambio del logo è una sfida ma per noi lo è se possibile ancora di più, perché i family banker che ogni mattina visitano i nostri clienti si appuntano questo simbolo sulla giacca e devono essere riconoscibili», ha ricordato Massimo Doris, vicepresidente di Banca Mediolanum, prima di spronare la rete a centrare nel 2015 un obiettivo commerciale per la raccolta di 10 miliardi di euro.
Il vecchio simbolo «resta nel nostro cuore», ha aggiunto Ennio Doris, che di fronte ai giornalisti ha definito una «pura coincidenza» la concomitanza temporale con il provvedimento con cui la Banca d’Italia ha imposto a Fininvest di cedere le quote eccedenti il 10% in Mediolanum e ha detto di non aver informato Silvio Berlusconi sulla sostituzione del logo. «Spero che Berlusconi resti azionista, gli ho suggerito di non vendere ma dobbiamo attendere che il Tar si pronunci sul ricorso il 22 aprile», ha poi proseguito il patron di Mediolanum, che a margine dell’evento si è espresso a tutto campo: dal patto Mediobanca («non ho parlato con nessuno, ma sono convinto che resterà uno zoccolo duro»); alla riforma delle popolari («inevitabile andare nella direzione del decreto»); a Banca Esperia («se c’è un’offerta ricca ci penso, per il momento tutto resta così com’è») e alla vicenda Ei Towers-Rayway («È la prima Opa che io conosca dove si sono rivalutati i titoli dell’offerente e della preda, evidentemente il mercato la giudica un’operazione fantastica»).
Sul tema del contenzioso in atto con l’Agenzia delle Entrate a causa della controllata irlandese, Massimo Doris ha ribadito di essere «fiducioso, sulla base di quanto indicano i nostri fiscalisti, che la vicenda si possa risolvere entro l’anno e su basi differenti rispetto alle richieste che sono state avanzate». A fronte di contestazioni per circa 506 milioni, Mediolanum ha accantonato in bilancio 94,1 milioni.
Durante la convention, Banca Mediolanum ha annunciato anche una serie di innovazioni commerciali e tecnologiche che vanno dalla creazione di My Freedom, una piattaforma di servizi bancari personalizzabile secondo le esigenze del cliente, al lancio di una nuova applicazione per utilizzare i servizi attraverso iPad e tablet, all’estensione degli orari del banking center e all’abbassamento degli spread sui mutui. Presenti alla kermesse pesarese anche Alessandro Benetton, intervenuto sul palco, e Davide Serra. L’a.d. di Algebris, convalescente per un incidente sugli sci, non ha voluto commentare sulla vicenda del rinvio dell’incontro in Consob: «Non ho nulla da aggiungere rispetto a quanto già precisato con una mia nota precedente», ha detto a margine.

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