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La nuova Alitalia perde l’estate: i primi voli di Ita da ottobre

L’estate ormai è perduta per Ita, la “nuova” Alitalia che ancora non ha preso forma. La curva del mini-rialzo dei passeggeri e dei ricavi nei cieli italiani, anche se il traffico resta ampiamente sotto i livelli pre-Covid (-81% in maggio), viene intercettata dai concorrenti stranieri.

La vecchia compagnia arranca. Pochi voli, pochi soldi in cassa, buste paga in ritardo ormai fisiologico. Per il terzo mese consecutivo in giugno c’è un ritardo dei pagamenti. I tre commissari, Giuseppe Leogrande, Gabriele Fava, Daniele Santosuosso, sono riusciti a pagare puntuali almeno gli stipendi, venerdì 25 giugno, ma i dipendenti non hanno ricevuto la quattordicesima. Si prevede che sarà erogata nei primi giorni di luglio, dipende da quando i commissari avranno la liquidità necessaria con i fondi assegnati dal governo.

Il decollo dei voli di Ita è rinviato a dopo l’estate, si ipotizza da ottobre-novembre. Ma ancora non vi sono date certe. È rimandata anche la scelta dell’alleanza, tra il polo guidato da Delta Air Lines, con Air France-Klm in Europa, oppure Lufthansa, che include United negli Stati Uniti.

L’.a.d Fabio Lazzerini aveva annunciato mesi fa che la scelta del partner sarebbe stata fatta a fine giugno. Ma l’incertezza sui tempi del decollo e su come sarà Ita (non si sa quanti aerei avrà, 47 nell’ultima versione del piano, e quali rotte farà) fanno slittare le decisioni. Di questo dossier si occuperà in prima persona il nuovo presidente esecutivo di Ita, Alfredo Altavilla, indicato dal Mef il 17 giugno e già nominato, «garantirà un prezioso apporto esecutivo allo sviluppo della società, con particolare riferimento alla strategia, alla finanza ed alle risorse umane», ha detto il Mef. Altavilla rimane presidente di Recordati e senior advisor di Cvc Capital Partners.

Il negoziato tra il governo e la Commissione europea sul piano industriale e gli aiuti di Stato (la società avrà un sostegno pubblico, il Mef è azionista al 100%) non è concluso. E questo malgrado il 26 maggio, dopo l’incontro a Bruxelles tra la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager e i ministri Giancarlo Giorgetti del Mise in presenza, Daniele Franco del Mef da Roma in videoconferenza, fosse stata annunciata un’intesa preliminare «sui parametri chiave per assicurare la discontinuità economica tra Ita e Alitalia». «I contatti proseguiranno a piena velocità a livello tecnico», aveva aggiunto Bruxelles. Molte insidie si celano in quella postilla.

L’ultimo scoglio era rappresentato dai biglietti prevenduti per i voli futuri. I tecnici di Bruxelles non vogliono che i biglietti venduti da Alitalia vengano usati per volare con Ita. Secondo quanto emerso ieri dalla cabina di regia, l’ostacolo potrebbe essere superato creando un fondo che permetta di riutilizzare il biglietto anche su altri vettori. Per consentire alla vecchia alitalia di continuare a volare in attesa del decollo di Ita verrebbe erogato un ulteriore finanziamento del Governo.

Un nuovo incontro tra i ministri Giorgetti e Franco e la commissaria danese è in calendario per domani, alle 19, in videoconferenza tra Roma e Bruxelles. Autorevoli fonti istituzionali, interpellate dal Sole 24 Ore,non hanno fatto anticipazioni. La riunione è considerata importante e delicatissima. Resta poco tempo per chiudere il dossier. L’obiettivo è chiudere un accordo evitando un eccessivo ridimensionamento del vettore italiano.

Rispetto all’incontro precedente c’è la novità, importante, di un nuovo manager al vertice di Ita. Il Mef ha nominato Altavilla nuovo presidente esecutivo, al posto di Francesco Caio, promosso a.d. di Saipem, con deleghe pesanti, di fatto il numero uno. Un nuovo pilota per rafforzare il vertice e rendere più solide le strategie, dopo le debolezze mostrate dal piano industriale iniziale, impallinato dagli uffici tecnici della «Dg Comp» di Bruxelles l’8 gennaio scorso.

Il Mef «conferma piena fiducia nell’a.d. Fabio Lazzerini», la cui nomina fu annunciata un anno fa dall’allora premier Giuseppe Conte via Facebook, insieme a quella di Caio. Era lunedì 27 giugno 2020. Il sabato precedente Conte aveva ricevuto il presidente di Air Dolomiti, Joerg Eberhart, potenziale candidato a.d. di Ita, gradito ai Cinque stelle che flirtavano con Lufthansa, proprietaria di Air Dolomiti. Prevalse Lazzerini, appoggiato dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, capodelegazione del Pd. Adesso ai comandi c’è Altavilla. E il futuro di Alitalia non si decide via Facebook.

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