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La notifica Pec in unica copia

La notifica inviata mediante posta elettronica certificata al difensore, quando riveste il duplice ruolo di legale e destinatario dell’atto in sostituzione dell’imputato, deve ritenersi valida a tutti gli effetti pur se effettuata in un’unica copia: lo ha chiarito la Cassazione nella sentenza 12309/2018.Intervenuta sul ricorso di un imputato che chiedeva l’annullamento dell’ordinanza impugnata e interrogandosi sulla «questione della conoscibilità della causale della notificazione», la Corte ha chiarito che «deve ritenersi legittimamente eseguita la notificazione anche senza l’invio di più copie» e questo perché a differenza delle tradizionali modalità di comunicazione, la pec assicura che il messaggio sia stato recapitato direttamente al destinatario, non essendo ipotizzabile, per le caratteristiche proprie dell’indirizzo elettronico, che venga consegnato ai suoi familiari; ad addetti alla ricezione; al portiere o a terzi: il destinatario del messaggio viene individuato in maniera univoca mediante l’indirizzo elettronico esistente nei pubblici registri in associazione al suo codice fiscale, di tal che non si può incorrere in ipotesi di smarrimento, omonimia, temporanea assenza o trasferimento dello studio professionale.

I giudici della I sezione penale, nel dichiarare inammissibile il ricorso, ricordano come la pec, mettendo nella sua definitiva disponibilità, l’atto notificato, consenta al ricevente di prenderne visione in ogni tempo, «stamparlo quante volte voglia, inviarlo a terzi un numero indefinito di volte, senza alcun aggravio di attività o costi».

Ne consegue che «la necessità di procedere alla consegna al soggetto che riceve la notificazione di tante copie quanti sono i destinatari dell’atto appare logicamente incompatibile quando si proceda alla notificazione o alla comunicazione tramite “Pec”, poiché è lo stesso sistema tecnologico che consente al destinatario di riprodurre il numero necessario di copie dell’atto ricevuto».

Ciò può dirsi valido anche nell’ipotesi in cui, come nel caso di specie, «l’atto viene notificato al difensore sia nella sua veste tecnica sia nella veste di destinatario dell’atto in sostituzione dell’imputato».

Adelaide Caravaglios

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