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La notifica bis non deve essere autorizzata

Spetta alla parte notificante, senza necessità di alcuna autorizzazione del giudice, provvedere in via autonoma e immediata a rinotificare a controparte l’atto di impugnazione la cui notifica non sia andata a buon fine per causa non imputabile all’appellante stesso. È quanto precisato dalla Corte di cassazione con l’ordinanza n. 27145/2019. A rivolgersi ai giudici di legittimità era stata l’Agenzia delle entrate che lamentava l’erroneità della sentenza della Ctr Reggio Calabria che aveva dichiarato inammissibile l’appello proposto dalla stessa amministrazione, sia sotto il profilo in cui era stato ritenuto necessario il deposito della ricevuta di spedizione dell’atto di appello, sia relativamente alla omessa pronuncia dello stesso collegio sull’istanza di rinnovazione della notifica del gravame (avanzata solo con memorie) a controparte contribuente, non essendo la stessa andata a buon fine. L’ufficio appellante, quindi, invocava la cassazione della sentenza di secondo grado, dichiarativa dell’inammissibilità del proprio appello, in quanto alla emissione della stessa la Ctr era pervenuta senza dare alcun riscontro all’istanza di rinnovazione della notifica, non andata a buon fine in quanto il contribuente appellato era risultato trasferito. Ciò, asseriva l’Agenzia, in violazione dell’art. 112 cpc. A riguardo la Corte ha ritenuto invece corretta la sentenza di secondo grado, poiché, richiamando propri precedenti (Cass. Ss.Uu. 14594/2016) ha osservato che avrebbe dovuto essere onere automaticamente adempiuto dall’Ufficio notificante riprendere autonomamente la procedura di notificazione di cui conosceva l’esito negativo, a prescindere da alcuna istanza di rimessione avanzata al giudice per ottenere l’autorizzazione a una nuova notifica dell’atto giudiziario. Le citate sezioni unite infatti hanno affermato che: «In caso di notifica di atti processuali non andata a buon fine per ragioni non imputabili al notificante, questi, appreso dell’esito negativo, per conservare gli effetti collegati alla richiesta originaria deve riattivare il processo notificatorio con immediatezza e svolgere con tempestività gli atti necessari al suo completamento, ossia senza superare il limite di tempo pari alla metà dei termini indicati dall’art. 325 cpc, salvo circostanze eccezionali di cui sia data prova rigorosa». Nel caso di specie per l’appellante ufficio erano decorsi i suddetti termini e pertanto la Corte dichiarava l’infondatezza del ricorso in Cassazione e la conferma dell’inammissibilità dichiarata per l’appello per omessa notifica dello stesso al contribuente appellato.Benito Fuoco

(…) con la sentenza impugnata la Ctr dichiarava inammissibile l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate per l’omesso deposito della ricevuta postale di spedizione dell’atto di appello; avverso tale statuizione l’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione (…) Con il secondo motivo di ricorso deduce la violazione dell’art. 112 cpc per avere la Ctr omesso di pronunciare sull’istanza di rinnovazione della notifica avanzata ai sensi dell’art. 291 cpc, per non essere andata a buon fine la prima per essere stato restituito l’avviso di ricevimento con l’annotazione «trasferito» apposta dall’ufficiale postale. (…) Al riguardo va rilevato che nel caso di specie l’avviso di ricevimento dell’appello (…) reca l’annotazione «trasferito» apposta dall’ufficiale postale, ma l’Agenzia delle entrate non ha ripreso la procedura notificatoria, (…) come avrebbe dovuto stante l’esito negativo della notificazione dell’atto, ma si è limitata ad avanzare ai giudici di appello (…) istanza di rimessione in termini per procedere a nuova notificazione dell’atto giudiziario. Al riguardo deve ricordarsi che: «In caso di notifica di atti processuali non andata a buon fine per ragioni non imputabili al notificante, questi, appreso dell’esito negativo, per conservare gli effetti collegati alla richiesta originaria deve riattivare il processo notificatorio con immediatezza e svolgere con tempestività gli atti necessari al suo completamento, ossia senza superare il limite di tempo pari alla metà dei termini indicati dall’art. 325 cpc, salvo circostanze eccezionali di cui sia data prova rigorosa», ma nella specie neppure dedotti (Cass., Sez. u., sent. n. 14594 del 15/07/2016…). (…) Le Sezioni unite hanno spiegato, correggendo una precedente decisione, che la ripresa del processo notificatorio è rimessa alla parte istante e che deve escludersi la possibilità di chiedere una preventiva autorizzazione del giudice (…) Si è quindi affermato che: «Qualora la notificazione di un atto di impugnazione, da effettuarsi entro un termine perentorio, non si perfezioni per circostanze non imputabili al richiedente, questi, anche in virtù del principio di economia processuale, atteso che la richiesta di un provvedimento giudiziale comporterebbe un allungamento dei tempi del giudizio, ha l’onere di riattivare autonomamente il procedimento notificatorio entro un termine ragionevolmente contenuto, dovendosi di conseguenza dichiarare non luogo a provvedere sulla richiesta dello stesso di rimessione in termini per la rinnovazione della notifica» (Cass., Sez. 6 – 5, ordinanza n. 9286 del 03/04/2019). (…)

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