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La notifica al familiare è nulla senza avviso

È nulla la notifica dell’atto impositivo quando alla consegna dell’atto, avvenuta nelle mani del familiare non convivente, non faccia seguito l’invio della raccomandata di avviso dell’avvenuta notificazione dello stesso. È la precisazione fornita, in tema di procedimento notificatorio, dalla sentenza n. 117/01/18 emessa dalla Ctp di Bergamo. I giudici di prime cure accoglievano il ricorso di un contribuente avverso un avviso di accertamento emesso dal comune di Caravaggio per l’Ici 2011 del quale contestava la non avvenuta notifica, posto che, in spregio a quanto dispone l’art. 60 del dpr 600/1973, l’atto, consegnato nelle mani della figlia non convivente, non era stato oggetto di procedura di notificazione portata regolarmente a compimento. I giudici di primo grado, richiamandosi ai dettami della Corte di cassazione sul punto (Cass. sez. V, sent. n. 2868 del 3/2/2017), affermano che la declaratoria di nullità dipendeva, nel caso di specie, non dal fatto che la consegna fosse avvenuta nelle mani del familiare non convivente, bensì dalla circostanza relativa all’omesso invio, susseguente, della raccomandata informativa dell’avvenuta notifica dell’atto stesso. È per tale secondo profilo che il vizio di nullità veniva dichiarato e il ricorso accolto. Il procedimento di notifica manifesta infatti piena regolarità anche con la consegna dell’atto nelle mani del familiare ai sensi dell’art. 139 c.p.c., presumendosi che, dato il vincolo di parentela la «persona di famiglia» consegnerà l’atto all’effettivo destinatario e spettando, semmai, a colui che assume di non averlo ricevuto, l’onere di provare la presenza occasionale e, dunque, la non convivenza, del familiare consegnatario (Cass. Ordinanza sez. 6 n. 21362 del 15/10/2010). Diversamente, come avvenuto in questo caso, la notifica è viziata di nullità mancando la prova della spedizione della successiva raccomandata informativa come prescritto dall’art. 60 del dpr 600/73: «( )Il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta e il messo dà notizia dell’avvenuta notificazione dell’atto o dell’avviso, a mezzo di lettera raccomandata». Tale ultimo adempimento risulta essenziale al perfezionarsi del procedimento di notifica, avvenuto nei confronti di persona diversa dal destinatario, pertanto la nullità che la sua omissione comporta nei confronti dell’atto impone l’accoglimento del ricorso del contribuente.

Benito Fuoco

(Omissis) L’atto impositivo in questione risulta essere stato notificato dal messo comunale di Caravaggio presso l’abitazione di G. F. N. mediante consegna a mani della figlia E., in momentanea assenza del destinatario. ( ) Il richiamo agli artt. 137 e seguenti del codice di procedura civile rende applicabile alla fattispecie, in particolare, il disposto dell’art. 139, il quale al suo secondo comma prevede che, qualora il destinatario non sia trovato sul posto, l’atto da notificare sia consegnato «a una persona di famiglia o addetta alla casa, allo ufficio o all’azienda, purché non minore di quattordici anni o non palesemente incapace». ( ) In senso conforme si è espressa la giurisprudenza di legittimità, enunciando il principio secondo cui «in tema di notificazioni, la consegna dell’atto da notificare «a persona di famiglia», secondo il disposto dell’art. 139 cod. proc. civ., non postula necessariamente né il solo rapporto di parentela, cui è da ritenersi equiparato quello di affinità, né l’ulteriore requisito della convivenza del familiare con il destinatario dell’atto, non espressamente menzionato dalla norma, risultando, all’uopo, sufficiente l’esistenza di un vincolo di parentela o di affinità che giustifichi la presunzione che la «persona di famiglia» consegnerà l’atto al destinatario stesso; resta, in ogni caso, a carico di colui che assume di non aver ricevuto l’atto l’onere di provare il carattere del tutto occasionale della presenza del consegnatario in casa propria ( ) (Cass. sez. 6 – L, Ordinanza n. 21362 del 15/10/2010, Rv. 614794 – 01). Ne consegue l’infondatezza dell’eccezione, sotto il profilo testé considerato. Per altro verso la relata di notifica in calce all’avviso di accertamento non dà conto dell’invio della prescritta raccomandata che, come dianzi si è visto, deve seguire la consegna dell’atto a persona diversa dal destinatario quando la notifica sia eseguita dal messo comunale ai sensi dell’art. 60, dpr 600/1973. L’essenzialità di quest’ultimo adempimento, necessario al perfezionamento della notifica, trova a sua volta conferma nella giurisprudenza del Supremo collegio (Cass. sez. 5, Sentenza n. 2868 del 3/2/2017, Rv. 642888 – 01); con la conseguenza che la sua mancanza determina un vizio di nullità che, per essere stata formalmente eccepito nel caso di specie, deve essere oggetto di declaratoria. ( ) Alla stregua di quanto fin qui osservato, è d’obbligo l’accoglimento del ricorso nel senso della declaratoria di nullità della notifica dell’avviso di accertamento, con ogni conseguenza sulla legittimità della procedura seguitane

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