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La mossa di Greco sul bilancio. Per Generali una maxi-pulizia

Saranno comunicati questa mattina i conti 2012 delle Generali, approvati ieri dal consiglio. Le attese sono per una sostanziale conferma delle stime sui risultati della gestione industriale, con l’utile operativo intorno ai 4,1 miliardi, in crescita rispetto ai 3,9 del 2011, mentre il quadro diventa complesso per quanto riguarda il possibile impatto in conto economico degli impairment attesi: la severa asset review annunciata dal group ceo Mario Greco, relativa a tutte le classi di attivi, ha portato probabilmente a svalutazioni importanti nel portafoglio concentrate nel quarto trimestre.
Una «pulizia» significativa appunto perché ha avuto luogo nell’ultima parte dell’anno. Greco è arrivato a Trieste nell’agosto 2012 e in questi mesi, in piena condivisione con Mediobanca e i principali azionisti, ha portato a termine diversi passi che hanno cambiato il volto del gruppo: ha ridisegnato la governance con l’istituzione del gruppo internazionale di management, guidato da lui con il «vice» Sergio Balbinot; avviato con il country manager Raffaele Agrusti i cantieri per il riassetto in Italia con la concentrazione sul brand Generali e la riduzione dei marchi da 10 a tre; ridefinito l’accordo a Praga con Petr Kellner che ha portato all’acquisto in due tranche del 49% detenuto dall’imprenditore ceo e alla «presa» del timone sulle attività in Est Europa da parte della compagnia triestina; messo a punto la strategic review per il triennio 2013-2015 comunicata al mercato a Londra. E ora il cambio di direzione si fa sentire sui conti del 2012, con le svalutazioni decise nell’ultimo trimestre.
Considerato il portafoglio d’investimenti propri (pari a 330 miliardi) e le svalutazioni possibili, il range del consensus sull’utile netto di esercizio (che ai nove mesi era pari a 1,13 miliardi) è molto ampio. Il 2011 si era chiuso con profitti per 856 milioni, dopo svalutazioni straordinarie per oltre 1 miliardo riferite soprattutto ai bond greci e a Telco. E ancora Telco, la holding che controlla il 22% di Telecom Italia e della quale il Leone ha una partecipazione pari al 30%, è fra le partite principali degli impairment: si attende una svalutazione nell’ordine di 130-150 milioni. Alcuni analisti citano poi la quota (pari al 2,9%) in Intesa Sanpaolo. Difficile inoltrarsi in ulteriori ipotesi e stime.
Dal punto di vista industriale Generali ha già anticipato i dati sui premi 2012 che hanno visto un incremento del 3,2% a 69,6 miliardi, di cui 22,8 miliardi nei danni (+3,3%) e 46,8 miliardi nel vita (+3,1%). Il solvency I ratio è stimato in miglioramento al 146-149% rispetto al 140% di settembre 2012 e al 117% del 2011.
Gli occhi degli analisti sono puntati anche sul dividendo, che il Leone ha sempre distribuito nel corso dei suoi 180 anni di storia: nel presentare la strategic review in gennaio Greco ha detto che il gruppo «è focalizzato sul miglioramento del rendimento per gli azionisti, di cui il dividendo è parte».

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