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La Moratti lascia l’Expo Il Bie: Milano è in ritardo

di Maurizio Giannattasio

PARIGI — Un colpo di scena dietro l’altro. Le dimissioni di Letizia Moratti dalla carica di commissario straordinario. L’ultimatum del Bureau International des Expositions su Expo proprio nel giorno in cui arriva l’accordo sui terreni. La première assoluta del neosindaco Giuliano Pisapia. Non ci si annoia all’assemblea generale del Bie a Parigi. I signori dell’Expo hanno lanciato il last warning: o i lavori partono entro ottobre o salta il grande evento. Niente cambiamenti in corsa, niente polemiche su possibili ritorni all’orto globale, niente ripensamenti sui valori dei terreni. Perché potrebbero arrivare penali milionarie o peggio ancora l’annullamento dell’evento. Con figuraccia mondiale. Erano in tanti ieri a Parigi. Pisapia e l’ad di Expo, Giuseppe Sala (rigorosamente in economica), Roberto Formigoni (idem) Letizia Moratti (aereo privato) e Diana Bracco (idem). Il copione sembra il solito. Ma qualche avvisaglia fa capire che la pioggerellina parigina è entrata anche nel palazzo dell’Ocse. «Su Expo c’è poca chiarezza — dice il segretario del Bie, Vicente Loscertales —. E soprattutto non c’è più tempo» . È il preludio del tema che verrà sviluppato un’ora dopo. In molti però hanno fatto i conti senza l’oste. Perché il proscenio viene occupato dalla Moratti. Sale sul palco, ringrazia, ricorda la vittoria su Smirne. E poi lascia tutti di stucco: «È con il dovuto rispetto per il nuovo sindaco Giuliano Pisapia e della coalizione che lo sostiene che intendo rinunciare al mio ruolo di commissario speciale di Expo 2015. Ho informato la presidenza del Consiglio» . Molto meno altri. Formigoni cade dalle nuvole. «Ringrazio Letizia per tutto quello che ha fatto per Expo, sono commosso, ma non ero stato informato» . «Ci ho pensato tantissimo — spiega la Moratti —. Sono felice di aver portato Expo a Milano ma proprio perché si tratta di un progetto legato a Milano ho deciso di rinunciare. Così la nuova amministrazione avrà tutta la libertà possibile» . Ma si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe: «Sono a disposizione ma non mi impongo. Se nessuno mi ha cercato in questi 15 giorni vuol dire che non sono ritenuta così importante per Expo» . La delegazione italiana ha appena concluso il suo speech. Sul palco viene chiamato, in modo irrituale, il presidente del comitato esecutivo del Bie, Steen Christensen: «Consideriamo indispensabile lanciare le gare a luglio e iniziare i lavori al più tardi entro ottobre o non sarà possibile arrivare all’Expo in tempo. Se accadrà trarremo le debite conseguenze» . Il Bie è preoccupato dalle nuove polemiche tra il neoassessore Stefano Boeri (autore del masterplan) che vuole riaprire alcune partite e l’ad Sala che vuole andare avanti. E fa capire che nessun cambiamento è gradito. La rassicurazione arriva da Pisapia stesso: «Expo andrà avanti. Non c’è assolutamente dubbio. Ci sono state indicate delle date ben precise, e dovranno essere osservate. Su questo c’è l’impegno di Milano ma soprattutto di tutti perché senza unità d’intenti si rischia perdere una grande occasione. Prendiamo le parole del Bie come parole un po’ severe, ma di incoraggiamento» .

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