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“La Milano è già incorporata crediamo nel mercato italiano”

Mestiere difficile, fare l’assicuratore in Italia. Il mercato Rca per esempio va come i gamberi. La scena è sempre più affollata di concorrenti, contando pure i nuovi ingressi “pesanti” come Poste e Intesa. Far fruttare i premi incassati dai clienti è assai arduo. A esprimere fiducia sul business e sul nostro paese è un manager tedesco, alla testa da sei mesi di Allianz Italia. Si chiama Klaus-Peter Roehler, 49 anni, membro dell’International Executive Committee di Allianz SE. Il suo precedente incarico era in Svizzera, ma tra il 2007 e il 2011 aveva vestito i panni di ceo appunto in Italia. Tocca a lui oggi mettere a frutto tra l’altro l’acquisizione di una parte del business danni (Milano Assicurazioni, premi pari a 1,1 miliardi di euro) da UnipolSai. Nel 2013 Allianz aveva una quota di mercato nei danni dell’11% e nell’Auto del 13%, l’acquisizione da Unipol può aumentare la quota di mercato del 2-3% nel medio termine. Vale a dire: scalare posizioni e mettere l’Italia sempre più nel mirino. Come sta procedendo l’integrazione della Milano? «Quest’acquisizione rappresenta un’eccellente opportunità di essere ancora più vicini ai clienti, ed è anche un’ulteriore importante conferma che Allianz crede fortemente nella attrattività del mercato italiano e nel ruolo fondamentale del canale degli agenti. Investiamo fortemente su questo canale perché riteniamo che il ruolo degli agenti resterà

di assoluta centralità anche in futuro. Oggi, in Italia, gli agenti intermediano circa l’83% del business danni e il canale diretto ha un peso del 4,6%». Cosa vi attendete da questa incorporazione? «Mi piace descrivere la transazione con UnipolSai con un termine anglosassone: è una bolt-on acquisition (imbullonata), cioè un’acquisizione che si adatta perfettamente ai nostri obiettivi strategici di crescita profittevole. Oggi, contando su forti investimenti nella rete agenziale e su una leadership di mercato in termini di redditività, abbiamo una macchina operativa che può gestire volumi di premi superiori, con importanti sinergie. Abbiamo annunciato il deal a metà marzo e i nuovi agenti e i dipendenti sono entrati a far parte del nostro gruppo dal primo luglio. Tutte le nuove agenzie sono state in grado fin da subito di operare con Allianz senza problemi informatici o ritardi di alcun genere. La seconda fase prevede che il trasferimento del portafoglio, nel frattempo non rinnovato con Allianz, diverrà efficace il 31 dicembre 2014». Quali sono i vostri target 2014? «I nostri obiettivi strategici sono orientati alla crescita profittevole. Nell’auto nel 2013 abbiamo incrementato la nostra quota di mercato di un punto percentuale e anche nei primi mesi del 2014 siamo cresciuti di circa mezzo punto. Un’altra leva nel settore Danni è l’offerta modulare Allianz1, una vera rivoluzione nel modo in cui gli italiani possono assicurarsi. Quanto al ramo Vita, abbiamo un particolare focus sullo sviluppo dei prodotti unit linked». Continuate a puntare sulle agenzie. Ma tra crescita della compagnia diretta Genialloyd e nuove tecnologie basate su internet, quale ruolo avranno gli agenti? «Genialloyd è un “motore di crescita” che ha registrato nel 2013 e nella prima parte di quest’anno tassi di sviluppo a doppia cifra e ha superato il milione di clienti. E per la nostra rete agenziale abbiamo sviluppato un nuovo concetto di agenzia leggera, che consente agli agenti di ridurre i costi e aumentare la produttività commerciale. Le nuove tecnologie sono al servizio dei nostri agenti e dei nostri clienti, e aiutano a contenere i costi». Com’è possibile mantenere una buona profittabilità – a parte l’azione sui costi – in tempi di bassi tassi di interesse/rendimento? «La nostra strategia è basata su un approccio go-to-market con prodotti modulari, un nuovo modello distributivo multiaccesso, competenze tecniche di eccellenza, digitalizzazione e appunto leadership nei costi. Uso di nuovo un termine inglese: Allianz Italia è una “and company”. Quella “e” unisce i nostri due obiettivi strategici: crescita e redditività. La sfida dei bassi tassi di interesse ci trova preparati: nel business Vita, abbiamo un business mix molto attraente, con una crescita significativa dei prodotti unit-linked sul totale new business». A proposito di investimenti, qual è la vostra attitudine riguardo al sistema Italia e in particolare sui titoli di Stato? «Il Gruppo Allianz è uno tra i maggiori investitori esteri in titoli del debito pubblico italiano, con un portafoglio che a fine marzo era superiore ai 29 miliardi. Il nostro gruppo ha fiducia nell’Italia, che riteniamo sia un paese dove cogliere opportunità di crescita». Vale anche per il settore immobiliare? «In Italia il real estate è un mercato interessante, su cui siamo molto attivi. Il nostro interesse, come investitori istituzionali, è diretto al segmento commerciale e agli uffici. È di queste ultime settimane il perfezionamento di un’acquisizione a Genova, dove Allianz Real Estate ha rilevato la maggioranza del centro commerciale di Fiumara». Nei grafici, l’andamento del titolo Allianz e il confronto tra la crescita nel primo trimestre del 2013 e quella del primo trimestre 2014 Nella foto, la sede di Allianz Italia nel quartiere finanziario di Milano

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