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La Merkel ritorna all’attacco “Niente aiuti senza controlli”

ROMA — Niente aiuti ai Paesi europei in difficoltà se non si potranno controllare i rispettivi piani di austerità. La Cancelliera tedesca, Angela Merkel, è tornata ieri all’attacco sventolando la sua bandiera del rigore: «Qualunque tentativo di dire siamo solidali ma senza controllare nulla, senza alcuna contropartita, non avrà possibilità con me o con la Germania», ha detto nel corso di un’intervista alla televisione pubblica
Zdf.
Una dichiarazione che va letta soprattutto in chiave interna, dove la Merkel è stata criticata per una presunta arrendevolezza sullo scudo antispread proposto da Mario Monti, ma che avrà ripercussioni pure sul fronte europeo. A Roma, per esempio, non pare che quel passo dell’intervista sia stato apprezzato.
Il governo italiano, d’altra parte, sarebbe pronto a chiedere l’intervento dello scudo antispread nel caso ad agosto fosse necessario fronteggiare un attacco degli speculatori. Nessuna conferma ufficiale — come sempre in questi casi — ma tutto si muove evidentemente in quella direzione. E in tempi strettissimi. Era stato il premier Mario Monti, dopo l’accordo al Consiglio europeo di fine giugno, a dichiarare che sarebbe stato «ardito dire che l’Italia non avrà bisogno di aiuti». Ed è stato sempre Monti a esprimere a diversi suoi interlocutori la preoccupazione per il rischio di una possibile offensiva sull’Italia in piena estate. Anche se, certo, l’ultima asta del Tesoro ha segnato un calo dei rendimenti. Tutte le mosse del presidente del Consiglio negli ultimi due mesi, comunque, possono essere lette con l’intento di alzare le difese contro la speculazione. E lo scudo anti-spread non può avere solo una funzione deterrente. Perché prima o poi gli speculatori lo metteranno alla prova.
Così dopo il declassamento del debito pubblico italiano da parte dell’agenzia di rating americana Moody’s, è aumentato il pressing di Roma perché la prossima riunione dell’Eurogruppo in agenda venerdì 20 luglio, sia risolutiva per fissare le regole di operatività dello scudo e la dotazione di adeguate risorse finanziarie. La tradizionale estrema volatilità dei mercati durante il mese d’agosto sta facendo scattare un vero piano di emergenza. Tanto che se il 20 i ministri economici e finanziari dell’eurozona non dovessero raggiungere l’obiettivo, è già stata convocata per il 25 luglio una riunione in videoconferenza dei capi di governo. La dead line è stata sostanzialmente fissata per il 10 di agosto. Per quella data tutto dovrà essere a posto. L’Esm (l’European stability mechanism), lo strumento che servirà a proteggere i Paesi sotto scacco, dovrebbe essere operativo a meno che non prevalga un orientamento negativo nella Corte costituzionale tedesca chiamata a giudicare sulla sua compatibilità con le regole del bilancio federale. Ieri la Merkel ha detto che la Corte potrà prendersi tutto il tempo necessario per decidere. «Non
spetta a me dire alla Corte cosa fare», ha aggiunto. L’Italia ha condiviso il piano di dar vita informalmente a una sorta di cabina di regia permanente tra i capi di governo e i ministri dell’Economia, coinvolgendo ovviamente anche la Banca centrale europea, per respingere in tempo reale le iniziative degli speculatori. Ed è praticamente scontato — secondo molti osservatori — che il governo di Roma, non essendo passata la proposta di un intervento automatico dell’Esm, abbia già in qualche modo avviato i contatti necessari per far alzare lo scudo in tempi rapidissimi sempre in caso di emergenza.
Per tutte queste ragioni, il governo insiste perché la prossima settimana arrivi il via libera definitivo (dovrebbe accadere giovedì) del Parlamento alla ratifica del trattato sul fiscal compact e l’Esm. Poi per i primi di agosto si prepara a presentare la terza fase della spending review: una riorganizzazione dell’apparato statale.

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