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La mediazione si fa più leggera

Per gli atti notificati da ieri si applicano le nuove regole sul reclamo. Infatti le novità introdotte con la legge di Stabilità 2014 (legge 147/2014) sono operative per gli atti notificati dal 3 marzo 2014 (essendo il 2 domenica), rilevando a tal fine il momento in cui la notifica si perfeziona per il destinatario. Ne consegue che, nel caso di un atto notificato a mezzo posta prima di questa data, ma ricevuto dal contribuente successivamente, si applicano già le nuove norme. Si tratta, in estrema sintesi, dell’eliminazione dell’inammissibilità del ricorso in caso di omissione dell’istanza, che viene “declassata” a causa di improcedibilità dell’impugnazione, della sospensione della riscossione fino alla costituzione in giudizio, dell’applicazione della sospensione feriale dei termini e, infine, dell’eliminazione di interessi e sanzioni sui contributi previdenziali e assistenziali calcolati sull’imponibile “mediato”.
Inoltre, con due recenti direttive l’agenzia delle Entrate ha impartito agli uffici altre indicazioni che riguardano il reclamo. Con la direttiva 11/2014 viene innanzitutto chiarito che in mediazione, ovvero conciliazione, è possibile compensare l’imposta a debito con quella a credito che deriva dalla corretta imputazione temporale dei componenti di reddito negativi o positivi. Si tratta delle ipotesi in cui il contribuente, secondo la contestazione operata dall’Agenzia con l’avviso di accertamento, ha imputato in un esercizio diverso costi o ricavi che hanno inciso sulla determinazione delle imposte.
Pagando l’accordo di mediazione viene definito quel periodo d’imposta e il contribuente, presentando apposita istanza di rimborso, potrebbe chiedere la restituzione delle imposte versate nell’anno errato. Nella direttiva è precisato che la posizione debitoria (sorta dall’accordo di mediazione/conciliazione) e quella creditoria (diritto al rimborso) possono essere compensate ferma restando l’applicazione delle sanzioni nella misura del 40 per cento. Tuttavia è disposto che, qualora il credito derivante dalla corretta imputazione temporale risulti superiore al debito, l’ufficio può proporre al contribuente il rimborso dell’eccedenza nella stessa sede ovvero indicare la data entro cui presuntivamente provvederà all’erogazione.
Le altre indicazioni – contenute in una nota del 13 dicembre 2013 – riguardano invece le cartelle di pagamento emesse in seguito alla liquidazione automatizzata e formale delle dichiarazioni (articoli 36 bis e 36 ter del Dpr 600/73 e 54 bis del Dpr 633/72). È previsto che l’Agenzia, in seguito ai citati controlli, invii l’esito con una comunicazione (avviso bonario) contenente le eventuali maggiori imposte calcolate e le sanzioni in misura ridotta.
Nel caso di omesso invio, il contribuente è di fatto privato di una facoltà per lui vantaggiosa, poiché con la notifica della successiva cartella di pagamento le sanzioni sono pretese in misura piena. Nella direttiva viene chiarito che in presenza di omessa comunicazione dell’avviso bonario, o anche se l’ufficio non sia in grado di provarne la ricezione, si può concludere la mediazione proponendo il pagamento delle sanzioni (oltre che del tributo) nella misura ridotta prevista in sede di avviso bonario. Lo stesso trattamento dovrà essere riservato anche quando, indipendentemente dall’invio della comunicazione, vi siano i presupposti per l’accoglimento parziale dell’istanza, calcolando sul residuo le sanzioni ridotte. Infine, in presenza di istanze palesemente inammissibili, dilatorie o strumentali, al contribuente non spetterà alcuna riduzione, neanche quella ordinariamente prevista (40% delle sanzioni) in sede di mediazione/conciliazione.

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