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La mediazione in aiuto della giustizia

La decisione della Corte costituzionale di dichiarare illegittima la norma sull’obbligatorietà della mediazione non toglie valore allo strumento nel suo complesso e i consulenti del lavoro sosterranno la risoluzione alternativa delle liti. È quanto emerso in seno al Consiglio nazionale dell’Ordine in una apposita discussione sull’argomento. «Circolano interpretazioni capziose e fuorvianti, che sono smentite chiaramente dalle motivazioni fornite in questi giorni», sottolinea Alfio Catalano, responsabile dell’Organismo di mediazione della categoria. «La bocciatura riguarda infatti il mero difetto di delega e non l’intero impianto della mediazione». Pertanto, non viene meno la validità dell’intero istituto, rimanendo possibile la mediazione facoltativa e quella cosiddetta delegata, riferita alla possibilità del giudice, sia in primo grado di giustizia che in appello, di disporre alle parti di rivolgersi a un Organismo di mediazione per il tentativo di composizione della lite prima di procedere giudiziariamente.

Permane anche la possibilità di inserire nei contratti la clausola compromissoria che preveda, in caso di controversie durante lo svolgimento o lo scioglimento del contratto, il tentativo di conciliazione prima di adire le vie della giustizia ordinaria.

E comunque, nulla vieta al legislatore di intervenire con una norma di rango primario per ripristinare l’obbligatorietà, anche se, in un contesto caratterizzato da una più matura convinzione della validità dello strumento della mediazione, non sarebbe necessario ricorrere a un simile sistema cogente. Tant’è che l’obbligatorietà ha determinato in molti casi un mero incremento di formalità amministrative e burocratiche, specialmente quando le parti erano fortemente convinte di non giungere a una conciliazione.

Anche se è però altrettanto vero che l’obbligatorietà può essere un valido fattore per una maggiore divulgazione della cultura della prevenzione delle liti.

I consulenti del lavoro sono convinti che la mediazione civile e commerciale possa essere di grande aiuto nel risolvere l’annoso problema degli arretrati delle cause civili pendenti in Italia, riducendone sensibilmente anche i costi. Occorre, infatti, ricordare come l’eccessiva durata dei processi rappresenta un costo economico e sociale non più tollerabile, perché allontana gli investimenti nel nostro Paese e alimenta atteggiamenti di sfiducia nei confronti del sistema italiano.

Per questo si intende dare slancio all’attività dell’Organismo di mediazione di categoria già istituito e iscritto al numero 936 del registro degli organismi di mediazione presso il ministero della giustizia.

L’operatività si realizza attraverso un sistema informatico di ultima generazione che dà la possibilità di mettere in rete, attraverso apposite chiavi di accesso diversificate, l’Organismo centrale, le varie unità periferiche presso le sedi dei consigli provinciali aderenti e tutti i mediatori iscritti.

L’obiettivo è quello di contribuire a migliorare l’efficienza della giustizia e quindi risolvere i problemi della collettività, mettendo a disposizione degli utenti la professionalità dei mediatori iscritti, alimentata da un processo di formazione continua specialistica nel settore.

I consulenti del lavoro possono giocare un ruolo fondamentale per raggiungere questo obiettivo, proprio per il background di formazione professionale che possiedono, che permette loro di entrare più facilmente nelle logiche di questo nuovo strumento che affianca all’esigenza di competenze tecniche anche lo sviluppo di capacità negoziali.

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