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La mediazione al secondo atto

Riparte la mediazione obbligatoria, ma non si può essere trascinati davanti a un organismo lontano e il procedimento dura al massimo tre mesi, con l’obbligo di farsi assistere da un avvocato, che assevera l’accordo come titolo esecutivo. Sono queste alcune delle novità portate dal decreto 69/2013 all’impianto del decreto legislativo 28/2010, al via da oggi 20 settembre 2013, dopo lo stop della Corte costituzionale (sentenza 272/2012), che aveva bocciato la mediazione come condizione di procedibilità. Vediamo dunque come cambia la procedura alternativa alle cause nei tribunali.

COMPETENZA TERRITORIALE LIMITATA

Non si può più scegliere l’organismo di conciliazione su tutto il territorio italiano. Ci si può rivolgere, infatti, a un qualunque organismo di mediazione, ma solo se ha sede nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia.

INCONTRO PRELIMINARE

La procedura di mediazione può procedere solo a seguito del consenso delle parti raccolto in un incontro preliminare di programmazione. Durante il primo incontro, infatti, il mediatore deve invitare le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con lo svolgimento.

CONDIZIONE DI PROCEDIBILITÀ

Per le mediazioni obbligatorie solo lo svolgimento dell’incontro preliminare di programmazione è condizione di procedibilità e deve svolgersi entro 30 giorni dal deposito dell’istanza a costi massimi molto contenuti. Quando l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale, infatti, la legge dice che la condizione si considera avverata se il primo incontro dinanzi al mediatore si conclude senza l’accordo.

COMPENSI

Nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro, nessun compenso è dovuto per l’organismo di mediazione

MEDIAZIONE OBBLIGATORIA

Le controversie di responsabilità civile per sinistri (veicoli e natanti) sono escluse dalle materie per cui è previsto l’obbligo di mediazione. Diventano casi di conciliazione obbligatoria le controversie in tema di risarcimento del danno derivante da responsabilità sanitaria (prima era solo del medico).

ORDINE DEL GIUDICE

Il giudice può ordinare, e non solo invitare, alle parti di procedere alla mediazione. Il giudice, infatti, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, può disporre l’esperimento del procedimento di mediazione; in questo caso, l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale anche in sede di appello.

DURATA

La durata massima dell’intera procedura è stata ridotta a tre mesi. Prima il termine era di quattro mesi.

AVVOCATI

Gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori. Gli avvocati iscritti a organismi di mediazione devono essere adeguatamente formati in materia di mediazione e mantenere la propria preparazione con percorsi di aggiornamento teorico-pratici a ciò finalizzati.

ASSISTENZA LEGALE

Gli avvocati assistono le parti durante l’intera procedura di mediazione. Ciò è espressamente previsto dall’articolo 5 in materia di mediazione obbligatoria e anche all’articolo 8, relativo al procedimento: al primo incontro e agli incontri successivi, fino al termine della procedura, le parti devono partecipare con l’assistenza dell’avvocato.

ACCORDO

Se tutte le parti aderenti alla mediazione sono assistite da un avvocato, l’accordo sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati devono attestare e certificare la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico. In tutti gli altri casi l’accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, con decreto del presidente del tribunale.

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