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La marcia di Pontecorvo «Daremo da bere anche ai cinesi»

Se fosse un’opera d’arte, sarebbe certamente la Gioconda. Nell’immaginario collettivo, infatti, il capolavoro di Leonardo si associa facilmente a una fortunata (e un po’ datata) campagna pubblicitaria dell’acqua Ferrarelle. Anche in questo caso erano stati i francesi (nello specifico la multinazionale Danone) ad acquisire un simbolo del made in Italy, ma stavolta gli italiani sono riusciti a riportare a casa «il bottino».
Dieci anni fa la famiglia Pontecorvo, grazie alla controllata Lgr Holding spa, acquisisce dal gruppo Danone la società Italaquae spa, a cui viene dato il nome di Ferrarelle spa: diventa così proprietaria dei marchi Ferrarelle, Natia, Santagata, Boario, distributrice in esclusiva per l’Italia del brand Evian e licenziataria per la categoria acqua e bevande del marchio Vitasnella, acquisito infine nel 2012.
La crescita
Oggi Ferrarelle spa conta circa 350 dipendenti e tre centri strategici: Milano; Riardo (Caserta) che custodisce le fonti di Ferrarelle, Santagata e Natia; Darfo Boario Terme (Brescia) dove sgorgano le fonti delle acque minerali Boario, Vitasnella e Fonte Essenziale. «Nel 2014 Ferrarelle spa ha imbottigliato circa 800 milioni di litri e registrato un fatturato netto di circa 115 milioni di euro, con un margine operativo lordo di 13 milioni — afferma Carlo Pontecorvo, presidente —. Un dato in crescita rispetto ai 9,2 milioni dell’esercizio precedente. Con una quota a volume di 7,6%, è la quarta azienda italiana del mercato delle acque minerali. E nel 2014 abbiamo ampliato il portafoglio con il lancio di Fonte Essenziale».
Il progetto
Ma dopo dieci anni di risanamento la famiglia Pontecorvo sembra guardare oltre e prepara uno sbarco più consistente verso l’export. «Nel mercato internazionale il gruppo opera già in oltre 40 Paesi — precisa il presidente — attraverso l’esportazione dell’effervescente naturale Ferrarelle e della piatta Natia. Ma è arrivato il momento del salto di qualità: siamo convinti che all’estero sia possibile crescere molto in quote di mercato. Negli Usa abbiamo già un distributore e da poco abbiamo trovato un accordo con un grosso gruppo di distribuzione per il Middle East e Israele».
Ciclicamente, si torna a parlare di Ferrarelle come di una possibile «preda» degli investitori stranieri che guardano con interesse i gioielli del made in Italy. Un’internazionalizzazione del business potrebbe favorire questo passaggio.
I partner
«Inutile nascondere che dietro la nostra porta c’è una coda di fondi che ci fanno offerte — sorride Pontecorvo —, ma l’azienda deve rimanere in mano alla famiglia. Tuttavia, stiamo valutando la possibilità di concludere accordi per potenziare ulteriormente l’export. In particolare in Cina, dove abbiamo già individuato un partner e siamo in attesa di siglare gli accordi per ampliare la rete distributiva. Quello cinese per noi è un mercato molto interessante, visto che un’acqua come Ferrarelle viene considerata un soft drink e potrebbe contare su un bacino enorme».
Ma le novità potrebbero non essere finite: il gruppo punta alla diversificazione attraverso i vari marchi. «Con Essenziale, che è un’acqua termale di Boario — spiega Michele Pontecorvo, responsabile comunicazione del gruppo — stiamo pensando a un formato più piccolo che possa andare nel circuito delle farmacie. Mentre nel nostro parco Fai del casertano produciamo olio, pasta e miele biologici a marchio Masseria delle sorgenti».
È un progetto che potrebbe proseguire con qualche acquisizione italiana?
«Non è una nostra priorità — osserva Pontecorvo —. In Italia esistono 250 etichette di acque e le uniche acquisizioni che potrebbero avere un senso sarebbero quelle di qualche acqua nell’Italia centrale o nelle isole per poter avere una base logistica che favorisca tutte le etichette del gruppo».

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