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La manovra verde Tagli ai sussidi inquinanti e sconti sui consumi green Ecco il decreto in arrivo

La manovra del governo giallorosso si tinge di verde. È infatti pronto per il varo un decreto per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia sostenibile. Il provvedimento, di cui ieri è stata diffusa una bozza e che potrebbe essere portato all’esame del prossimo Consiglio dei ministri, anticipa le misure fiscali con impatto sull’ambiente della prossima legge di Bilancio.
Quattro i pilastri del “Green New Deal” del governo: in prima linea i tagli agli sconti fiscali che favoriscono l’utilizzo di carburanti dannosi per l’ambiente nei settori dei trasporti e dell’agricoltura; previsti invece sconti fino al 20% per i supermercati che vendono prodotti sfusi e consegnano ad domicilio con bici o moto elettriche; incentivi anche alle famiglie che utilizzano scuolabus ecologici. Infine, una inedita operazione di rottamazione: chi vive nelle grandi città, si libera dell’auto fino alla categoria Euro 4, la rottama e sceglie la sostenibilità avrà in cambio un credito d’imposta di duemila euro da usare in cinque anni per abbonamenti ai mezzi pubblici o per il car sharing, sia per sè sia per i propri familiari.
Il cuore dell’operazione è tuttavia il taglio lineare – ossia eguale per tutti – del 10% di ciascun “Sad”, ovvero i sussidi ambientalmente dannosi che pesano complessivamente sul bilancio dello Stato per 16,1 miliardi. Si tratta di una grande quantità di sconti fiscali che hanno la caratteristica di favorire o agevolare l’uso di carburanti o il consumo di energia che danneggia l’ambiente. L’elenco è sterminato e, stando all’articolo 6 della bozza di decreto, saranno ridotti del 10% a partire dal 2020 per essere definitivamente cancellati nell’arco di vent’anni.
I Sad sui quali intervenire con il taglio lineare saranno individuati con precisione dalla prossima legge di Bilancio, ma si calcola già che il risparmio possa essere di circa un miliardo di euro. L’elenco dei sussidi finiti nel mirino era già stato stilato nella passata legislatura dal ministero dell’Ambiente nel “Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi”. Un elenco dove figura in prima linea il diesel per autotrazione che oggi beneficia di uno sconto sull’accisa rispetto alla benzina del 23%: un intervento di parificazione porterebbe un rincaro del gasolio di poco più di 10 centesimi alla pompa.
Nel mirino anche i Tir: da anni percepiscono un rimborso dell’accisa sul carburante che in pratica si traduce in uno sconto del 17,2 per cento sul pieno di gasolio. La somma spesa dallo Stato è di 1,2 miliardi: un taglio del 10 per cento, nei piani del governo, avrebbe effetti positivi sulla crisi climatica e sull’ambiente. Resta da vedere però coem sarebbe accolto dalla categoria dei camionisti, con il rischio di forti proteste e di blocchi dei trasporti su gomma. Candidati al taglio anche i sussidi per l’agricoltura: i carburanti per trattori e per gli altri macchinari, beneficiano di uno sconto sulla tassazione rispetto alle normali aliquote del 22% per il gasolio e per il 49% per la benzina.
Sotto tiro anche le tax expenditures, dettagliatamente elencate nei documenti governativi, che favoriscono le compagnie aeree e quelle navali. Gli aerei, ad esempio, fanno il pieno con la completa esenzione dall’accisa (costa allo Stato 1,5 miliardi all’anno), stesso trattamento per le navi che vanno a bunker, un carburante che contiene zolfo, e che è esentasse.
Il decreto punta poi a incentivare buone pratiche. A partire dal credito d’imposta di 2.000 euro in cinque anni per fare car sharing o per abbonamenti ai mezzi pubblici per chi ha rottamato un’auto fino alla categoria Euro 4. Inoltre incoraggia la spesa sostenibile: il provvedimento prevede infatti un “bonus” fiscale per gli anni dal 2020 al 2022 per gli esercenti che comprano prodotti sfusi o alla spina e non imballati quindi alimentari, bevande o detersivi – che sarà pari a uno sconto del 20 per cento sul prezzo d’acquisto all’ingrosso dei beni e si tradurrà in un credito d’imposta che il negoziante potrà sfruttare per quei tre anni. Ci sono però dei limiti: il massimo del credito d’imposta sarà di 10 mila euro per ciascun soggetto e la somma messa a disposizione dal decreto complessivamente è solo di dieci milioni di euro. I negozianti dovranno poi trasferire il loro sconto del 20% a chi acquista da loro i prodotti, incentivando così la riduzione di contenitori e bottiglie “usa e getta”. Sconti anche per negozi e supermercati che consegnano la spesa con mezzi ecologicamente sostenibili, come le bici o le moto elettriche.
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