Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La manovra sale a quota 13 miliardi

La carta di riserva della legge di stabilità, varata dal Consiglio dei ministri nella notte di martedì scorso, vale 3 miliardi, e si deve allo scostamento dello 0,2% del Pil tra il valore del deficit tendenziale e quello programmato. In poche parole, la decisione del Governo è di puntare ora al pareggio di bilancio (dunque allo zero) in termini strutturali nel 2013, mentre nella Nota di aggiornamento al «Def» si prevede lo 0,2% (vicino al pareggio). In tal modo si liberano 3 miliardi di risorse che entrano a pieno titolo nei saldi. L’intera operazione vale 13 miliardi nel 2013, che scendono a 9,9 miliardi a partire dal 2014 e negli anni successivi.
Dopo la lunga notte del Consiglio dei ministri, i tecnici dell’Economia stanno mettendo a punto nel dettaglio importi e coperture. Sono dunque possibili altre rimodulazioni, ma nel complesso l’impianto della legge di stabilità si basa su queste cifre: il totale delle minori entrate è quantificato in 7,5 miliardi, per effetto del doppio intervento sull’Irpef e sull’Iva. La riduzione di un punto delle aliquote Irpef del 27 e del 23% costa circa 4,5 miliardi di minor gettito, cui va ad aggiungersi il punto di Iva in meno dal luglio 2013 (la precedente clausola di salvaguardia prevedeva infatti l’aumento di due punti delle aliquote del 10 e 21%). Poiché il mancato gettito interviene a metà anno, si tratta di 3 miliardi in meno. Ai 7,5 miliardi vanno aggiunti gli oneri per 1,2 miliardi destinati a finanziare la proroga della detassazione del salario di produttività.
La legge di stabilità è concepita a saldo zero, in sostanza si autocompensa al suo interno senza effetto sui saldi e dunque sul deficit. Ad assicurare l’equilibrio contabile interviene dunque l’altra serie di misure varate dal Governo. In primo luogo, la seconda fase della cosiddetta spending review che nel complesso comporta risparmi che nelle ultime ore si stanno avvicinando a quota 4 miliardi. Per la sanità, l’impatto è più contenuto rispetto a quanto previsto (600 milioni nel 2013, 1 miliardo a regime dal 2014). Poi nel carnet compare la tassa sulle transazioni finanziarie, in edizione europea, che garantirà secondo le stime governative un maggior gettito di 1 miliardo.
Quanto al capitolo delle tax expenditure, la quantificazione del maggior gettito è di 2 miliardi. Completa il quadro delle coperture il capitolo relativo agli interventi fiscali in materia bancaria e assicurativa. Si tratta in particolare della norma che aumenta dallo 0,35 allo 0,50% l’acconto sulle riserve tecniche delle assicurazioni. Vengono altresì posticipate di cinque anni le deduzioni dirette alle banche per il maggior valore riconosciuto al riallineamento per l’imposta sostitutiva.
Le coperture serviranno da un lato a coprire il mancato gettito indotto dallo scambio Iva-Irpef, dall’altro a finanziare una lunga serie di spese indifferibili, il cui costo supera i 3 miliardi. Si va dal fondo nazionale per il trasporto pubblico locale, che parte con una dotazione di 1,6 miliardi, alle spese per la mancata realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina (300 milioni), per finire con i fondi ad Anas e Ferrovie (700 milioni), i 300 milioni per il Mose, i 140 milioni per la Tav, e i 130 milioni per i comuni dissestati. Completano la lista i 40 milioni diretti alla Protezione civile.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Maximo Ibarra ha rassegnato le sue dimissioni da Sky Italia per diventare amministratore delegato e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non cede all’ottimismo il ministro dell’Economia Daniele Franco che punta l’indice sui due pun...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

In punta di diritto: la contrarietà a un giudicato nazionale, nel contesto del giudizio di ottemper...

Oggi sulla stampa