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La manovra sale a 36 miliardi Tfr in busta paga per tre anni ma più tasse sui fondi pensione Incassi maggiori dall’evasione

Il governo Renzi gioca la carta del taglio delle tasse per riprendere per i capelli un’economia ormai in recessione da tre anni e porta la “Finanziaria” a quota 36 miliardi. La legge di Stabilità varata ieri dal consiglio dei ministri destinerà 18 miliardi al taglio delle tasse (“Un fisco pazzesco, è il calo più forte nella storia della Repubblica”, ha detto Renzi): per rilanciare i consumi (gli 80 euro in busta paga diventano strutturali e la possibilità del Tfr in busta paga), per aiutare le aziende (va via la contestata Irap sul lavoro), per assume i giovani (1,9 miliardi di sconti contributivi per contratti a tempo indeterminato).
“Imprenditori non avete più alibi, se non assumete”, ha detto Renzi riferendosi al combinato disposto di sconti, Irap e articolo 18. Aiuti arrivano alle emergenze del paese: disoccupati (1,5 miliardi per i nuovi ammortizzatori sociali), piccole partite Iva (regime forfettario per chi fattura fino a 15 mila euro), famiglie numerose (500 milioni).
Parte della manovra viene fatta in deficit, cioè 11,5 miliardi, il pareggio strutturale viene rimandato, ma il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan assicura che l’impatto delle misure consentirà una crescita dello 0,6 per cento il prossimo anno. Se si fosse agito diversamente ci sarebbe stato il quarto anno di Pil negativo.
Per far fronte all’ultima ora alle risorse necessarie si è forzato si portata la spending review da 13 a 15 miliardi: contribuiranno beni e servizi delle amministrazioni dello Stato, Regioni (con mancato aumento del Fondo sanitario), Province e Comuni.
La lotta all’evasione viene cifrata in 3,8 miliardi a colpi di banche dati e stretta sulle procedure di pagamento dell’Iva. Arrivano anche tasse: la più rilevante è quella sui fondi pensione, ma un contributo viene chiesto alle Fondazioni bancarie.
La legge di Stabilità ora va a Bruxelles e Renzi è fiducioso nell’approvazione: “Rispettiamo i vincoli”.
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