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La manovra dà sprint a Piazza Affari

di Marco Valsania

Le Borse europee e globali sono tornate ieri a correre. Gli investitori hanno tirato un sospiro di sollievo di fronte a schiarite sulla crisi del debito sovrano nel Vecchio continente e a nuovi stimoli fiscali per l'occupazione e l'economia in arrivo negli Stati Uniti. L'Alta corte tedesca ha giudicato costituzionali gli aiuti all'Eurozona e in Italia, dove Piazza Affari è stata tra le migliori con un rialzo nell'Ftse Mib del 4,24%, ha compiuto passi avanti la manovra di austerità del Governo.

L'exploit di Milano non è rimasto isolato. Il Dax di Francoforte è salito a sua volta del 4,07%, il Cac 40 di Parigi il 3,63% e il Ftse 100 di Londra il 3,14 per cento. Atene si è impennata del 10 per cento. L'indice pan-europeo Stoxx Europe 600 è salito del 2,91%, sostenuto da rialzi dal comparto bancario, 4%, all'auto, 6 per cento. Wall Street ha dato seguito all'ottimismo europeo mettendo a segno guadagni vicini al 3 per cento.

Con i mercati preoccupati per il futuro dell'Europa, la Corte costituzionale della Germania ha dato il proprio benestare ai soccorsi alla Grecia e ad altri Paesi dell'area euro. Anche se ha messo in chiaro che non si tratta di assegni in bianco e che ulteriori aiuti all'Eurozona dovranno passare al vaglio del Parlamento di Berlino. «La decisione tedesca e le probabilità di passaggio definitivo del pacchetto italiano di austerity si sono sommate a una reazione tecnica alla caduta delle Borse da venerdì scorso», ha sintetizzato Bob Parker, senior adviser di Credit Suisse.

Le opportunità d'acquisto sono affiorate da indici che avevano ormai toccato il minimo da oltre due anni e da quotazioni pari a 10,4 volte gli utili aziendali, le più basse dal dicembre 2008. Sui mercati internazionali, complessivamente, questo mese le ondate di vendite hanno bruciato 2.500 miliardi di dollari.

«Siamo davanti a sviluppi moderatamente positivi – ha detto Rick Meckler di Liberty View Capital Management –. In un mercato come questo, attento a ogni minima novità, anche piccole notizie possono avere grandi effetti». Un simile recupero, ha però avvertito Meckler, potrebbe finire facilmente ostaggio di nuova volatilità. Potrebbe rivelarsi una tregua, fatta di «operazioni di aggiustamento degli investitori, per non farsi sorprendere né da ribassi, né da rialzi».

La piazza statunitense, che aveva già chiuso la seduta di martedì limitando le perdite, ha tenuto il passo dei rialzi. Lo Standard & Poor's 500 è salito del 2,86%, con tutte e dieci le sue componenti settoriali in aumento. Il Dow Jones dell'2,47% e il Nasdaq del 3,04 per cento. Alla riscossa ha contribuito, anche oltreoceano, l'allentamento della tensione sul debito sovrano che ha alleviato le paure per l'Europa e per il contagio globale di crisi incontrollate, quali il crack d'una grande banca. Il voto del Senato italiano a favore di una manovra da oltre 50 miliardi di euro ha trovato i listini a stelle e strisce ancora aperti. E uno dei principali istituti francesi sotto pressione per l'esposizione alla bufera del debito, Bnp Paribas, ha cercato di cancellare dubbi divulgando dati sulla solidità finanziaria.

Wall Street, inoltre, ha trovato slancio nella speranza di nuovi efficaci stimoli alla crescita: il presidente Usa Barack Obama dovrebbe annunciare oggi in Congresso, con il Paese che rischia una ricaduta in recessione e soffre di una disoccupazione inchiodata al 9,1%, un piano per il lavoro da forse 300 miliardi di dollari a base di incentivi fiscali e spese per infrastrutture. Anche dalla Fed sono giunti segnali potenzialmente incoraggianti. Il suo rapporto periodico Beige Book ha riportato in agosto una crescita debole in tutto il Paese. E al suo interno si intensifica il dibattito su nuovi interventi: il responsabile della sede di Chicago, Charles Evans, ha proposto tassi d'interesse a livelli minimi finché la disoccupazione non sarà al 7,5 per cento. Al momento la Fed, che terrà il prossimo vertice il 20 e 21 settembre, è impegnata a mantenere tassi interbancari vicini allo zero per due anni.

Tra i titoli più premiati quelli di società in difficoltà che hanno varato svolte di managament, dalla finanza alla tecnologia. Bank of America ha guadagnato il 7% dopo aver deciso un rimpasto al vertice, sostituendo gli executive alla guida del brokeraggio e dei servizi retail. Yahoo ha cacciato l'amministratore delegato Carol Bartz e le azioni sono salite del 5 per cento. Il ritorno, almeno temporaneo, dell'appetito per il rischio ha invece penalizzato un bene rifugio quale l'oro, scivolato del 3 per cento. I titoli del Tesoro americano a dieci anni, a loro volta tra gli investimenti più sicuri, sono scesi per la prima volta in una settimana, con i rendimenti risaliti oltre il 2%, al 2,03 per cento.
 

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