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La manovra all’esame mercati il caos sui ticket

di Alessandro Fulloni

ROMA — È il giorno della verità. Pubblicate ieri sulla «Gazzetta ufficiale» , le norme previste dalla manovra economica approvata a tempo di record dal Parlamento oggi vanno all’esame dei mercati. Dalle Borse, innanzitutto quelle in area Ue, è atteso il primo decisivo giudizio. E poche ore dopo l’apertura di Piazza Affari è previsto un incontro, in tarda mattinata, tra il capo dello Stato e il premier Silvio Berlusconi che salirà al Quirinale per riferire sulla situazione economica e sul dopo manovra. Il binario del colloquio sarà quello della «ricerca di ogni possibile condivisione» , già indicato da Giorgio Napolitano in una lettera inviata ieri al «Sole 24 ore» . «Il metodo è quello del confrontarsi— ha scritto il presidente delle Repubblica — partendo dalle recenti decisioni del Parlamento, su concrete proposte e opzioni, che diano sostanza al discorso talvolta generico sulla necessità di combinare rigore nella finanza pubblica e rilancio nello sviluppo» . Intanto sale l’attesa per le prime valutazioni sui provvedimenti della manovra già operativi, tra cui i rincari del bollo sul deposito titoli, il superbollo per le auto di lusso, la stretta sulle stock option. Continuano le polemiche sul contestatissimo ticket sanitario da 10 euro per le prestazioni specialistiche. Proposta che sta provocando l’insurrezione da parte delle Regioni, non solo quelle governate dal centrosinistra. Per ora sono 7 quelle che hanno detto no al pagamento delle visite. All’iniziale nucleo composto da Toscana, Emilia, Sardegna, Val D’Aosta, Trentino e Umbria si è aggiunto anche il Veneto guidato dal leghista Luca Zaia. Una pattuglia che potrebbe ingrossarsi presto: in queste ore stanno infatti studiando se e come evitare l’introduzione del balzello anche Piemonte, Marche, Campania e Friuli. Decisione che invece il Lazio non sembra in grado di evitare visti i vincoli previsti dal ferreo piano di rientro sanitario. I «niet» alla tassa che arrivano dai governatori sono trasversali. Dall’Emilia Vasco Errani (Pd) parla di «provvedimento iniquo e ingiusto» , mentre il veneto Zaia (Lega) ribadisce: «Niente ticket, non vogliamo gravare ancora sui cittadini. Noi abbiamo un bilancio virtuoso, chiuso con un attivo di 12,5 milioni di euro, anche se non abbiamo né un "superticket"né tantomeno l’applicazione dell’addizionale Irpef» . No ai ticket anche dall’Umbria, la cui presidente Catiuscia Marini ritiene la misura un «balzello odioso che penalizza i cittadini» . Intanto si scoprono altri «tagli» previsti dalla manovra: riguardano la cancellazione dell’obbligo delle visite fiscali previste per i dipendenti della pubblica amministrazione in malattia. Saranno richieste alle Asl «solo se il dirigente lo riterrà opportuno» . Una misura che dovrebbe far risparmiare non pochi soldi visto che riguarda oltre 3 milioni e mezzo di lavoratori. Nel frattempo il Parlamento lavora alla limatura dei provvedimenti sul fisco. Già in settimana è previsto un nuovo incontro della commissione che sta esaminando le 483 forme di agevolazione fiscale e assistenziale. Un lavoro cruciale, il cui termine è previsto dopo l’estate, per selezionare gli «sconti» da eliminare evitando così la rasoiata orizzontale che dal 2013 ridurrà tutte le agevolazioni del 5%e poi, l’anno successivo, del 20%. Ma non è l’unico capitolo aperto. È atteso in Parlamento l’arrivo della riforma fiscale — quello con tre aliquote Irpef al 20, 30 e 40%— ma soprattutto il disegno di legge che inserisca nella Costituzione l’obbligo del pareggio di bilancio fortemente voluto dal ministro Tremonti.
 

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