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La macchina dei prestiti gira ma pesa sulla cassa delle imprese

Il quadro aggiornato sull’attuazione delle misure messe in campo per sostenere la liquidità delle imprese colpite dall’emergenza Covid-19 arriverà oggi a firma della task force, di cui fanno parte i ministeri dell’Economia e dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Abi (Associazione bancaria italiana), Mediocredito Centrale e Sace, incaricata di monitorare lo stato dell’arte che aggiornerà i numeri forniti nei giorni scorsi (si veda il Sole 24 Ore del 22 agosto). In base all’ultima fotografia disponibile, le domande pervenute al Fondo di garanzia per le Pmi hanno superato quota un milione per poco più di 72 miliardi di euro di finanziamenti, di cui 843.456 riferite a operazioni fino a 30mila euro. Mentre la nuova garanzia Italia targata Sace, che insieme al potenziamento del Fondo rappresenta l’architrave del decreto liquidità, ha finora fatto registrare 433 richieste ricevute per 12,6 miliardi di coperture pubbliche concesse.

Segno che, dopo una fase iniziale di rodaggio del tutto fisiologica, la macchina del rafforzamento dei prestiti garantiti, uno dei tasselli della risposta del governo alla crisi pandemica sta marciando a pieni giri – mentre l’ulteriore potenziamento dell’operatività Sace, sempre previsto dal Dl liquidità, è in fase di attuazione -, anche se ciò ha coinciso con un aumento dell’esposizione delle imprese rendendo ancora più necessario, come ha ribadito nei giorni scorsi anche il vicepresidente di Confindustria per il credito, il fisco e la finanza, Emanuele Orsini, la necessità di predisporre interventi strutturali e di medio-lungo termine. Una linea che, va detto, le imprese hanno sostenuto fin dall’inizio dell’emergenza coronavirus, chiedendo al governo di non mettere in campo misure che ne avrebbero aumentato l’indebitamento e le avrebbero rese più fragili dal punto di vista finanziario ma di privilegiare quelle di respiro più ampio.

Non a caso, tra i nodi che gli imprenditori segnalano guardando al decreto liquidità, figurano la durata dei prestiti concessi dal Fondo di garanzia (10 anni per quelli fino a 30mila euro e 6 anni per tutti gli altri) che è sì allineata a quanto previsto dall’allentamento a livello europeo delle regole sugli aiuti di Stato (il Temporary Framework) ma che costringe le aziende a uno sforzo notevole precludendo la possibilità di nuovi investimenti. Senza contare, come sottolineato dallo stesso Orsini, l’esigenza di rendere strutturali alcune misure previste dal Dl come l’importo massimo garantito a 5 milioni e l’estensione dell’ammissibilità della garanzia alle midcap, sempre con riferimento al canale rappresentato dal Fondo centrale per le Pmi che ora procede senza intoppi come la garanzia Sace.

È indubbio, infatti, che il combinato disposto dei due strumenti sia entrato ormai a regime, ma ora servono, come ha sottolineato di recente anche il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, interventi di incentivo per gli investimenti delle imprese e di sostegno della ripresa. Che potrà poi ricevere una spinta significativa dall’avvio delle altre due “gambe” previste dal decreto liquidità nell’ambito del rafforzamento dell’intervento della Sace (si veda anche articolo a lato). Oltre alla nuova garanzia Italia, il provvedimento stabilisce infatti una nuova operatività di Sace con la possibilità per la società di concedere garanzie a mercato, controgarantite dallo Stato, su finanziamenti collegati alle esigenze nazionali di ricostruzione e di rilancio post-crisi. Nel decreto liquidità è inoltre previsto un irrobustimento delle misure di sostegno all’export, con l’introduzione di un sistema di coassicurazione tra Sace e Mef per i rischi non di mercato (vale a dire quelli che, per durata e dimensione, non potrebbero essere sostenuti dagli operatori economici), che avrà uno snodo importante nella nascita del comitato per il sostegno finanziario pubblico all’export, istituito presso il ministero dell’Economia e copresieduto da Tesoro e Affari Esteri e i cui componenti dovranno essere nominati con un decreto del dicastero di Via XX Settembre. Due tasselli che entreranno a regime dal prossimo anno e in fase di attuazione.

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