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La Lombardia porta d’Italia per gli investitori stranieri

La Lombardia si conferma la regione che attrae più investimenti esteri in Italia e una tra le più attrattive d’Europa. È quanto emerge dal rapporto annuale elaborato da Invest In Lombardy, struttura che offre sostegno a chiunque voglia investire direttamente sul territorio lombardo, promossa da Unioncamere Lombardia e Promos, azienda speciale per le attività internazionali della Camera di Commercio di Milano, con il sostegno della regione. Nel 2013 oltre 4.500 aziende a partecipazione straniera operanti nella regione hanno generato circa 224 miliardi di fatturato e nella sola provincia di Milano si è arrivati a contare oltre 270.000 impiegati di imprese estere con sedi in Italia. La regione lombarda e la città di Milano continuano, infatti, a essere considerate dalle aziende straniere come la porta d’ingresso principale del mercato italiano, soprattutto nel settore dei servizi che nel decennio 2003-2013 ha coinvolto circa il 70% dei progetti greenfield, ossia quelli diretti alla costruzione di un nuovo stabilimento in un’area prima inutilizzata. Nel 2013 gli investimenti di questo tipo in Lombardia sono cresciuti del 12%, mentre il dato nazionale nello stesso anno ha registrato una diminuzione del 2,9%. Volendo fare un esempio, si può ricordare la creazione fra il 2013 e il 2014 di due nuovi hub logistici da parte della Ceva, multinazionale olandese ma di proprietà americana: uno a Bergamo destinato al canale farmaceutico e uno in provincia di Pavia per i prodotti del settore elettronico, grandi rispettivamente 20.000 e 90.000 metri quadrati. Numeri altrettanto importanti riguardano poi le operazioni di fusione e acquisizione: nel 2013 il 29% di tutte le operazioni di questo tipo avvenute in Italia sono state effettuate in Lombardia e in questo caso i settori coinvolti sono stati quelli della manifattura e industria (42%), della vendita all’ingrosso e al dettaglio (22%) e del business service (19%). La particolarità di questi investimenti riguarda soprattutto la provenienza geografica: negli ultimi dieci anni sono infatti aumentati quelli effettuati dai paesi emergenti, i cosiddetti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina Sudafrica), con il 9,3% dei progetti totali nel 2013 contro lo 0,4% del 2003, anche se Europa (62%), Usa (21%) e Giappone (4%) restano saldamente le prime tre aree di provenienza. Anche qui gli esempi non mancano, come quello della Geico, azienda di Cinisello Balsamo che produce impianti di verniciatura per il settore automotive e che dal 2011, pur mantenendo il cuore produttivo in Italia, batte bandiera giapponese dopo l’acquisizione da parte del colosso Taikisha. «Negli ultimi due anni abbiamo supportato 369 aziende straniere interessate a investire in Lombardia, spaventate dalla burocrazia italiana ma molto attratte dal capitale umano – commenta Pier Andrea Chevallard, direttore di Promos – Continuiamo ad avere numerose manifestazioni d’interesse, di cui oltre cento solo dall’India dove abbiamo aperto un desk, e siamo ovviamente convinti che Expo 2015 farà crescere ulteriormente questi numeri». Per di più, Fdi Markets, rivista specializzata del Financial Times, ha recentemente eletto la Lombardia come la regione più attrattiva del sud Europa per i prossimi due anni, in almeno otto settori: automazione, automotive, chimica, materie plastiche, tessile, recupero rifiuti, legno e arredo e perfino nautica. 

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