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La liquidità spinge bond e azioni

Sotto i colpi dell’austerity la Grecia l’anno scorso ha perso 6,4 punti percentuali di Pil mentre la disoccupazione è ai massimi storici al 27 per cento. Il 2013 sarà con ogni probabilità il sesto anno consecutivo in recessione (Eurostat che stima un calo del Pil del 4,2%). Nonostante gli sforzi poi la situazione dei conti pubblici resta critica con un deficit pari al 10% del Pil e un debito al 156% del Pil. Nonostante questi fondamentali disastrosi c’è chi (soprattutto i fondi speculativi) in questi mesi ha mostrato di mettere la prudenza da parte pur di portarsi a casa l’alto rendimento garantito dai bond greci. E così il rendimento del titolo decennale, dai massimi di marzo è sceso del 25% chiudendo ieri ad un nuovo minimo da fine 2010 al 9,48 per cento.
Corsa al rischio
La performance dei titoli di Atene, che ieri ha anche collocato con successo 1,2 miliardi di titoli a sei mesi, è un chiaro indicatore di come la musica sui mercati non sia cambiata più di tanto. Sulla spinta della maxi liquidità immessa dalle banche centrali azioni e obbligazioni continuano a correre con gli investitori che non sembrano far tanto caso alla qualità di quello che si mettono in portafoglio. Il rally infatti riguarda sia gli asset più rischiosi, come i citati bond greci, che quelli più solidi come i bund tedeschi. Proprio ieri la Germania ha collocato oltre 4 miliardi di titoli a cinque anni con un rendimento dello 0,38 per cento. Livelli non lontani dai minimi storici (0,31%) registrati ad un’analoga asta di agosto 2012.
Il collocamento ha sostenuto le quotazioni dei titoli tedeschi su tutta la curva dei rendimenti a partire da quella decennale con il tasso del Bund sceso all’1,26 per cento. Un movimento che, combinato con il leggero rialzo del tasso BTp a uguale scadenza (3,83% la chiusura) spiega il rialzo del differenziale (spread) risalito a 257 punti. Se si esclude il lieve rialzo del tasso decennale, la seduta di ieri è stata in ogni caso positiva per i titoli italiani i cui rendimenti, su buona parte delle scadenze più brevi, si sono abbassati.
Borse ancora in rialzo
Le indiscrezioni del quotidiano tedesco Die Welt, che ha pubblicato la notizia secondo cui la Bce sarebbe pronta ad acquistare i crediti deteriorati delle banche del Sud Europa ha sicuramente contribuito al buon clima sui mercati. La reazione in Borsa delle banche italiane, che con i 126 miliardi di sofferenze bancarie a bilancio sarebbero tra le maggiori beneficiarie di un’eventuale misura di questo tipo, non è stata tuttavia particolarmente brillante. L’indice settoriale a Piazza Affari infatti ha guadagnato appena lo 0,22% evidentemente frenato dalle prese di profitto dopo il +3,39% di martedì. Questo in ogni caso non ha impedito a Piazza Affari di chiudere un’altra seduta in rialzo (+0,78% l’indice Ftse Mib) così come le altre principali Borse europee (+0,56% l’indice Eurostoxx).
Euro ancora in rialzo
La spinta per i listini ieri è arrivata dai dati della bilancia commerciale cinese che in aprile ha registrato un surplus di 18,16 miliardi con un aumento oltre le attese di import ed export. Un segnale di vitalità della seconda economia globale che, combinato con il balzo a sorpresa della produzione industriale tedesca (+1,2% ad aprile) ha contribuito, oltre al balzo delle Borse, anche al rialzo de dell’euro arrivato ieri fino a un massimo di seduta di 1,3190 dollari. E questo neanche una settimana dopo il taglio dei tassi allo 0,50% deciso dalla Bce che, di fatto, ha indebolito solo per qualche seduta la valuta unica. Il mercato d’altronde ha ben presente come l’Eurotower, non potendo stampare moneta per statuto, si trovi ad affrontare le svalutazioni competitive delle altre banche centrali (Fed e Bank of Japanin primis) con armi decisamente spuntate.

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