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La liquidità sostiene emissioni da record di corporate bond

L’anno si appresta a chiudere su livelli da record sul mercato dei corporate bond con nuove emissioni stimate per 3,3 mila miliardi di dollari, cifre che sfidano l’ultimo record del 2009, secondo un’analisi di Bloomberg. Un risultato ottenuto con l’appoggio degli investitori tornati a sfoderare una determinata propensione al rischio sfogata nella elevata sottoscrizione di bond high yield, e le società che approfittando dei bassi tassi di interesse si sono rivolte al mercato del credito per finanziarsi. General Electric, ad esempio, uno dei gruppi multinazionali più diversificati al mondo, all’inizio di ottobre ha collocato un bond da 7 miliardi di dollari così come Oracle si è affacciata sul mercato con un’obbligazione da 5 miliardi portando le emissioni di ottobre a 347 miliardi di dollari arrivando a toccare un nuovo record mensile.
La liquidità da investire è sempre molto elevata e gli investitori evitano di sottoscrivere i bond governativi il cui rendimento è molto basso per concentrarsi invece su quelli corporate che «rendono qualcosi in più di nulla», ha commentato Elisabeth Afseth, analista di Investec Bank. A metà ottobre il rendimento di questa asset è scesa al 2,676% dal 3,981% alla fine dello scorso anno, secondo l’indice Merrill Lynch Global broad market corporate.
Da qui a fine anno gli operatori si attendo nuove emissioni per 10 miliardi ma il più è fatto: in Asia i nuovi collocamenti finora hanno toccato 843 miliardi di dollari, il 12% in più rispetto al 2011 mentre i rendimenti per i bond investment grade hanno toccato l’11,4% e gli High Yield il 22 per cento. Il mercato del credito statunitense ha invece ottenuto rispettivamente il 9,7% e il 13,1% in linea con la performance dell’azionario. Sui livelli minimi, invece, il tasso di default dei titoli speculativi stimato al 3% alla fine del terzo trimestre e sotto il minimo storico del 4,8% segnato nel 1983, secondo un report dell’agenzia di rating Moody’s.
Con questi risultati, difficile pensare di ottenere performnace del 10% anche il prossimo anno. Del resto le condizioni del mercato del credito quest’anno sono state del tutto eccezionali con il titolo governativo americano a due anni trattato in media con un rendimento dello 0,2% ed ora a quota 0,289 per cento. Ai minimi anche il titolo a due anni tedesco allo 0,097% mentre in Olanda il bond di identica scadenza è sceso allo 0,035 per cento. «Le condizioni sono straordinarie e non dureranno ancora a lungo», ha commentato Simon Ballard, senior creditor strategist al national Australia Bank.
Un fund manager ha fatto notare che per il mercato del credito europeo siamo in piena stagione natalizia anticipata e chi ha guadagnato nei mesi scorsi, ora la sua unica preoccupazione è salvaguardare la performance portando a casa il guadagno oppure coprendosi contro i rischi di caduta del mercato. «Se perdi il rally di fine anno non è la fine del mondo», dice il fond manager «ma se perdi tutto il guadagno che hai fatto negli ultimi due mesi perché il mercato è arretrato e tu sei posizionato male, in questo caso sì, è la fine del mondo».

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