Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La liquidazione è spartiacque

Contributo a fondo perduto da valutare sulla cessazione di attività e per le operazioni straordinarie. Controlli e sanzioni stringenti ed in tempi più lunghi per il recupero delle somme non spettanti ed ambito soggettivo. In generale, la norma è comunque non omogenea con altre similari che tendono a ristorare gli operatori, almeno in parte, dalle conseguenze dannose dell’epidemia Covid-19. Con la diffusione del provvedimento, nella serata di mercoledì 10 giugno, da parte dell’Agenzia delle entrate, che istituisce modello ed istruzioni nonché identifica la data di avvio di presentazione delle domande dal 15 giugno, alcune osservazioni legate alla applicazione concreta della norma possono essere formulate.

Le regole di confronto. Un aspetto generale dell’articolo 25 del dl rilancio rispetto ad altre norme similari è la non omogeneità delle regole di base. Ad esempio:

– per il contributo, il confronto tra aprile 2020 ed aprile 2019 è sul fatturato mentre, per i soggetti che hanno iniziato l’attività nel 2019 e sino al 30 aprile 2020, detto confronto non è richiesto;

– ai fini della applicazione del credito di imposta sulle locazioni, invece, nessuna previsione esiste in merito alle attività avviate dopo il periodo di riferimento cosicché, allo stato della norma, non è evitabile il confronto tra almeno un mese tra quelli indicati nella norma e riferiti al 2019 e al 2020;

– ai fini della attribuzione dell’indennità Inps di cui all’articolo 84, comma 2 del dl Rilancio, il confronto tra i mesi è da effettuarsi sul reddito e, anche in questo caso, nessuna deroga pare esservi per chi ha iniziato l’attività dopo il secondo bimestre del 2019.

In generale, dunque, le regole in base alle quali viene attribuito il contributo sono comunque più favorevoli in quanto premiano di fatto i soggetti in start up e, su questo aspetto, è auspicabile che una modifica possa riguardare anche i professionisti iscritti alle casse in quanto, in generale, non ha alcun senso escludere comunque categorie che, in ogni caso, hanno dovuto affrontare le medesime difficoltà degli altri.

La cessazione. La guida dell’agenzia ribadisce come, al momento della presentazione dell’istanza, l’attività non debba essere cessata. Fermo restando che il presupposto per la presentazione è ovviamente la titolarità della partita Iva. E’ ovvio che i due momenti possano non coincidere in quanto, evidentemente, l’attività può essere cessata in senso fattuale ma senza che sia ancora stata comunicata la chiusura della posizione Iva. Tipico potrebbe essere il caso della società che viene messa in liquidazione ovvero del professionista che deve solo incassare crediti residui. Si tratterà dunque di comprendere se, in tali situazioni, prevarrà come appare logico nella ratio della norma, il criterio sostanziale e come lo stesso potrà essere in concreto verificato. La questione non è irrilevante anche in relazione al momento di partenza dell’attività. In quanto, ad esempio, potrebbe esservi una divaricazione temporale tra l’apertura della posizione Iva e l’inizio effettivo della attività. E tali situazioni a cavallo tra il 2018 ed il 2019 potrebbero avere conseguenze molto rilevanti proprio perché, per l’avvio attività a far data dal 1 gennaio 2019, non è necessario effettuare confronti in relazione alla diminuzione del fatturato. Con riferimento alla cessazione, invece, si pensi all’ipotesi in cui la società sia stata messa in liquidazione, circostanza che potrebbe costituire un riferimento al fine di valutare proprio il requisito richiesto dal comma 2 dell’articolo 25.

Le operazioni straordinarie. La guida tratta il caso dell’attività proseguita dall’erede ma non considera le diverse ipotesi di operazioni straordinarie che, comunque, potrebbero configurare una continuità ed un principio di successione universale rispetto al soggetto potenzialmente interessato. Si pensi, ad esempio, al conferimento dell’impresa individuale in una Srl ad unico socio avvenuta nel corso del 2019 che comporta, da un punto di vista formale, una sorta di impossibilità di confronto tra i fatturati.

I controlli. Il pacchetto dei controlli, giustamente, appare molto stringente. Già la guida espone il fatto che vi sia una sorta di doppio passaggio prima di procedere alla erogazione del contributo, arco temporale nel quale saranno effettuati dall’agenzia i riscontri ritenuti necessari. In questo contesto, va detto che la disposizione normativa richiama alcune specifiche disposizioni di legge che sono state introdotte con la finalità di colpire i fenomeni di indebita compensazione. Si pensi, ad esempio, a quanto previsto dall’articolo 27, comma 16, del dl 185 del 2008 richiamato nel comma 12 della norma sul contributo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È assolutamente necessario evitare che la crisi pandemica sia seguita da una depressione economic...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il governo teme il peggio per l’economia italiana. Lo scrive il ministro Pd dell’Economia Robert...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Quando Luigi Di Maio dice: «Sul Mes ci fidiamo delle parole di Giuseppe Conte», sta lanciando la p...

Oggi sulla stampa