Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La liquidazione decide l’invio di Unico

La messa in liquidazione è una vicenda societaria – piuttosto frequente in questo periodo di crisi – che altera la scadenza ordinaria del 1° ottobre, data entro cui la stragrande maggioranza delle società dovrà presentare Unico 2012 (eventualmente comprensivo del modello Iva se non è già stato anticipato in via separata) e la dichiarazione Irap relativa al 2011.
Con la messa in liquidazione si apre un periodo (obbligatorio per le società di capitali, facoltativo per le società di persone) finalizzato alla realizzazione dell’attivo e all’estinzione del passivo. In questo caso, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, del Dpr 322/98 il liquidatore ha i seguenti obblighi:
epresentazione della dichiarazione relativa alla frazione d’anno compresa tra l’inizio del periodo d’imposta e la data in cui si hanno gli effetti civilistici dello scioglimento, entro l’ultimo giorno del nono mese successivo a tale data;
rpresentazione della dichiarazione relativa al risultato finale complessivo del periodo di liquidazione, entro l’ultimo giorno del nono mese successivo alla chiusura della procedura o, se prescritto, al deposito del bilancio finale;
tove, tra le due precedenti, sia intervenuta la chiusura di uno o più periodi d’imposta, presentazione dei relativi modelli, nel termine ordinario di nove mesi dalla chiusura.
Proprio quest’anno, l’articolo 2, comma 5, del Dl 16/2012 ha corretto il testo della norma, precisando che il momento da cui decorre il termine di presentazione della dichiarazione non è legato solo all’effetto della delibera assembleare di scioglimento, ma scatta anche in tutti gli altri casi in cui, ai sensi degli articoli 2484 e 2485 del Codice civile, la liquidazione si verifica per circostanze indipendenti dalla volontà dei soci. Per cui:
– se vi è delibera dei soci, il termine per presentare Unico Sc (e il modello Irap) è l’ultimo giorno del nono mese successivo all’iscrizione di questa nel registro delle imprese;
– se lo scioglimento interviene per altra causa (ad esempio la continuata inattività dell’assemblea), la data da cui calcolare i nove mesi è quella dell’iscrizione presso il medesimo registro della dichiarazione degli amministratori che attesta tale circostanza.
Va, comunque, sempre ricordato che l’interruzione del periodo d’imposta è un fenomeno che interessa le imposte dirette e l’Irap, mentre i termini di presentazione della dichiarazione Iva e del modello 770 fanno sempre riferimento a un periodo corrispondente all’anno solare.
L’articolo 182 del Tuir prevede che anche l’impresa individuale possa (ma è un semplice facoltà) attraversare una fase liquidatoria. In tal caso, sulla base del testo aggiornato del l’articolo 5 del Dpr 322/1998, il termine di presentazione della dichiarazione decorre dal l’ultimo giorno del nono mese successivo alla data indicata nella dichiarazione che l’imprenditore presenta al l’Agenzia ai sensi dell’articolo 35 del Dpr 633/1972.
Le difficoltà che si creano in questo caso – la persona fisica ha, infatti, un periodo d’imposta sempre coincidente con l’anno solare e ciò risulta indispensabile ai fini della progressività dell’Irpef – sono state risolte con la risoluzione 31/E/2009, nella quale, in sostanza, sono state previste due dichiarazioni “frazionarie” limitate al reddito d’impresa e una dichiarazione riepilogativa di tutti i redditi dell’intero anno, che è l’unica in cui avviene il calcolo dei tributi da versare.
Un’altra ipotesi particolare è quella relativa alla società di persone, e non solo perché, in questo caso, la data di effetto di una delibera di scioglimento è il giorno stesso in cui i soci hanno manifestato la propria volontà (e non quello di iscrizione della delibera al registro imprese: articolo 2272 del Codice civile); per queste società, infatti, la fase liquidatoria non è obbligatoria, per cui nulla vieta (e anzi è assai frequente nelle piccole strutture) assistere allo scioglimento senza liquidazione. L’ipotesi, ai fini dichiarativi, è stata trattata dalle circolari 48/E e 50/E del 2002, da cui emerge che il termine di presentazione della dichiarazione è quello ordinario, non venendo questa situazione assimilata a quella di interruzione del periodo d’imposta.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Parla il managing partner dello Studio Chiomenti: "Il numero di operazioni è in forte aumento già...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rischio paralisi. Perché quel che accade a Berlino si riflette direttamente a Bruxelles. Il probab...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I sindacati ripartono dalla lettera del primo settembre. Quella inviata al premier Draghi in cui i ...

Oggi sulla stampa