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La lettera di Pesenti per lo yacht «Ma ho pagato il giusto prezzo»

«Caro Emilio, Ti ho accennato sabato sera alla segnalazione che mi è stata fatta dal Signor Alessandro Miele che conosco da molti anni …».
Chi scrive è Giampiero Pesenti, presidente di Italmobiliare che controlla Italcementi, destinatario è Emilio Zanetti, storico presidente di Ubi, dimessosi nel 2013. Il Miele citato è un broker di imbarcazioni.
È questa la lettera del 21 febbraio 2011, che riportiamo integralmente, con la quale Pesenti chiede di introdurre nell’affare del motoryacht Akir 108 un suo conoscente. Nell’inchiesta della procura di Bergamo sul settore leasing di Ubi la compravendita di questa imbarcazione di 32 metri è considerata sospetta e tra gli indagati, oltre a Pesenti e Miele, vi è anche Italo Lucchini consigliere di gestione Ubi Banca, vicepresidente Italmobiliare e consigliere Italcementi.
L’Akir, costruito dai cantieri di Pisa nel 2009, nel 2010 è oggetto di un leasing nautico di Ubi Leasing con Massimo Crespi (poi denunciato per truffa da Ubi). Prezzo:10 milioni più iva. Crespi poco dopo diventa insolvente e la banca si riprende l’Akir. A metà febbraio 2011, secondo quanto finora emerso, una perizia stabilisce in 6 milioni il valore della barca.
È in quei giorni che arriva la “Riservata Personale” di Pesenti a Zanetti. Nel frattempo (dicembre 2010) a Livorno il commercialista bergamasco Lucchini aveva costituito con una fiduciaria, ma per conto di Pesenti, la società Tuscany Charter.
«(Miele) ha una società – scrive Pesenti – di brokeraggio imbarcazioni per nautica da diporto e si interessa attivamente della vendita di imbarcazioni ritirate dalle società di leasing perché le rate non venivano più pagate». È appunto il caso dell’Akir. “(Miele) ha saputo dall’armatore di una Akhir 108 denominata “Beata of Southampton” che ha intenzione di restituire l’imbarcazione alla società di leasing dell’Ubi. Lui è interessato a parlare con i responsabili del leasing dell’Ubi per ottenere un mandato a vendere ed avrebbe piacere di una presentazione per poterli incontrare. Mi ha detto che nella direzione della società di leasing di Ubi se ne occuperebbero il Dr. Alberto Muscoiona e il Dr. Alessandro Maggi. Se fosse possibile, il Signor Miele sarebbe disponibile ad andare a Brescia anche subito per incontrarli. Ti ringrazio per il Tuo interessamento”.
Miele entra nell’affare e il 14 novembre 2011 Ubi Leasing cederà l’Akir per 3,5 milioni a Tuscany Charter dietro la quale vi è Pesenti.
L’operazione ha danneggiato la banca favorendo impropriamente altri soggetti? È ciò che le indagini appureranno.
Un portavoce di Pesenti replica in quattro punti. 1) «Si tratta di un’operazione personale dell’ingegnere sebbene vi sia stato qualche tentativo di coinvolgere in maniera subdole società partecipate dal gruppo» (Vassiliko Cement di Cipro, ndr); 2) «Il prezzo reale della barca nella prima cessione era di 6,5 milioni sul quale fu fatto un leasing da 10 milioni. Quindi il prezzo pagato da Pesenti, con la barca ferma un anno, il cantiere fallito e 600 mila euro di oneri di ristrutturazione, è stato più che congruo»; 3) «La barca è stata acquistata in contanti prelevati dalla disponibilità diretta dell’ingegnere»; 4) «La barca, che batteva bandiera straniera, è stata immatricolata in Italia e porta bandiera italiana, segno di totale trasparenza».

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