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La legge fallimentare a un passo dal varo

Si stringono i tempi sulla riforma della Legge fallimentare. Ieri la commissione Giustizia del Senato ha concluso l’esame del disegno di legge delega e il testo è passato senza emendamenti. I più rilevanti tra questi sono stati convertiti in ordini del giorno, ma, spiega il relatore Giorgio Pagliari (Pd) «c’è una consapevolezza diffusa che il testo debba essere approvato così com’è. Non c’è tempo per introdurre modifiche e condurre in questo modo il disegno di legge a un nuovo passaggio alla Camera». A questo punto il testo è calendarizzato per l’Aula a partire da martedì, dove lo stesso Pagliari confida che l’intesa reggerà «perchè a chiederci una riforma delle nostre norme sulle crisi d’impresa è anche l’Europa».
E il ministro Andrea Orlando sottolinea che il sì in Commissione «è un risultato importantissimo. Se approvata rapidamente, come credo, consentirà al nostro Paese di avere un miglior ranking internazionale sul terreno della competitività e allinearsi con le normative Ue. Chi ha parlato di ostilità verso le imprese dovrà riconoscere che è un provvedimento che va incontro alle imprese e dà soluzioni strutturali».
E al ministero della Giustizia già si sta mettendo a punto un gruppo di lavoro che avrà il compito di scrivere il decreto delegato per quello che sarà uno degli ultimi interventi di sistema di questo scorcio finale di legislatura.
Dalle misure di allerta, ai gruppi d’impresa, passando per il concordato preventivo e un denso pacchetto di modifiche al Codice civile, il disegno di legge riscrive a fondo i cardini della Legge fallimentare, puntando a una sistemazione complessiva, anche dopo lo stralcio della parte dedicata all’amministrazione straordinaria.
Un intervento necessario sottolinea il ministero della Giustizia nella relazione tecnica che ha ottenuto il via libera da parte della Ragioneria dello Stato: proprio perchè ritoccata più volte negli ultimi anni la disciplina dell’insolvenza ha certamente bisogno di un approccio non più episodico ed emergenziale, ma sistematico e organico. La stessa giurisprudenza ha faticato in questi anni a padroneggiare una dato normativo in continuo assestamento, rendendo difficile la formazione di indirizzi consolidati.
Un po’ più nel dettaglio, sul fronte delle ripercussioni per l’Erario, la relazione mette in evidenza, tra l’altro, come gli incentivi di natura fiscale per favorire le misure d’allerta (riduzione di interessi e sanzioni tributarie) riguarderanno gli imprenditori individuali e i soci di società di persone illimitatamente responsabili senza conseguenze per il Fisco. Che anzi potrà beneficiare degli effetti della continuità aziendale.

Giovanni Negri

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