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La legalità si imparerà (ancora) a scuola

Educare alla legalità sui banchi di scuola, con l’ausilio di professionisti qualificati, per convincere gli studenti che «senza rispetto delle regole non c’è spazio per la crescita sana di un paese». L’impegno è stato assunto dalle istituzioni martedì 27 novembre, con il rinnovo della «Carta d’intenti» da parte di Miur, Ministero della giustizia, Csm, Anac, Anm e Direzione nazionale antimafia. Il rinnovo è dovuto proprio all’aggiunta del Csm e del Ministero della giustizia rispetto all’accordo siglato dal precedente governo. L’obiettivo della carta è quello di «educare le studentesse e gli studenti alla legalità, al rispetto dei diritti e dei doveri di ogni cittadino» oltre che «promuovere la loro partecipazione alla vita civile del paese e favorire il contrasto alla criminalità organizzata», come si può leggere nella nota diffusa dal Miur. Saranno organizzati nelle scuole seminari e attività di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva sia per i giovani che per le famiglie. Previste anche campagne informative sugli strumenti a disposizione per la prevenzione e il contesto alla criminalità organizzata. Magistrati e professionisti entreranno a contatto diretto con gli studenti, coordinati da un comitato tecnico gestito dal Ministero dell’istruzione. Verranno realizzate anche campagne sui vari media, tradizionali e social, legate ai temi della legalità e della giustizia. Inoltre sarà data attenzione alle situazioni familiari più delicate, «offrendo una rete di supporto ai minori e ai nuclei familiari destinatari di provvedimenti giudiziari dei tribunali per i minorenni, per garantire concrete alternative di vita». Una parte importante dell’accordo riguarda la condivisione del lavoro già fatto in questi anni sul piano dell’educazione alla giustizia dai vari uffici, in un’ottica di maggiore collaborazione tra i vari organi dello Stato. «Siamo in un momento storico», parole del guardasigilli Alfonso Bonafede, «in cui tutte le istituzioni decidono di unirsi, di stare insieme per investire sul futuro di questo paese. La prima sfida è rilanciare un concetto di giustizia che parta sai banchi di scuola. Parlo della mia esperienza, ho conosciuto i primi magistrati in classe e so che questi incontri rimangono impressi nella mente dei ragazzi». La lotta alla mafia, soprattutto in un’ottica di prevenzione, è uno dei punti caratterizzanti del programma: «gli studenti approfondiranno il tema del contrasto del crimine attraverso la cooperazione giudiziaria», ha dichiarato il procuratore antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho.

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